A proposito della biblioteca comunale

di Raffaele FINO (*)

Si avvicinano scadenze elettorali importanti quali il rinnovo del parlamento e quello del consiglio comunale. Come socialisti pensiamo che la conoscenza dei problemi, dei programmi e delle soluzioni da mettere in campo sia la base per un voto consapevole. (Pover’a tte!!! Mi grida qualche amico)

E vabbè. Saremo degli inguaribili passatisti, ma non rinunciamo a pensare che alla base della vita civile di un paese, di una comunità ci sia la conoscenza e la partecipazione. Partecipazione viva, dialettica che non rifugge dallo scontro, mantenuto in un contesto politicamente corretto e mai personalistico.

Guidati da questo principio, a iniziare da questa nota, come Partito Socialista, affronteremo varie problematiche, soprattutto di interesse locale con l’augurio che, in base al ruolo rivestito, tutti – sindaco, assessori, consiglieri, responsabili di settore, esponenti di partiti e di associazioni della società civile, semplici cittadini – diano, nell’interesse del paese, il loro contributo.

E partiamo dalla biblioteca comunale per vari motivi, il primo dei quali è che senza un rilancio culturale non c’è progresso né alcuna ripartenza.

Cerchiamo quindi di rasserenare il dibattito con alcune precisazioni e indicazioni, affrontando la vertenza con l’ex IACP (Istituto Autonomo Case Popolari), oggi A.r.c.a. Capitanata  (Agenzia regionale per la casa e l’abitare).

Per una corretta informazione diamo di seguito una sintesi delle varie fasi della vertenza:

  • 9 luglio 1985 il Commissario Prefettizio approva il progetto con allegata la dichiarazione di pubblica utilità e di indifferibilità dell’opera. Ma il procedimento di esproprio risalente al 1985, con la deliberazione del Commissario Prefettizio n. 6936, non viene concluso secondo la legge nei cinque anni successivi.
  • 16.10.2012 il Tribunale di Foggia, con sentenza n. 1280/12 in accoglimento di un’eccezione formulata dal Comune resistente, declinava la giurisdizione in favore del giudice amministrativo,
  • 26 marzo 2014 si costituisce il Comune presso il TAR Puglia;
  • 22.3.2019, si costituisce l’ A.r.c.a. Capitanata, con una propria memoria;
  • 5 marzo 2020, la causa è trattenuta in decisione.
  • 30/03/2020, è pubblicata la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, sezione III, n. 00455

Con detta sentenza il Comune viene condannato al pagamento finale, comprensivo, cioè, di rivalutazione e di interessi, dell’importo di 1.387.293,91€, di cui 563.724,22€ già accantonati dai commissari dell’OSL (Organismo Straordinario di Liquidazione).

Nel subentro della nuova amministrazione (2016) informammo, verbalmente, che era in piedi un confronto con l’Arca per una transazione in quanto mettendo sui piatti della bilancia il valore del suolo della biblioteca comunale e quello concesso per la costruzione di Case Popolari in via Celano probabilmente il Comune era (è) in credito con l’Arca.

Di questa possibilità facemmo edotti sia gli amministratori che i responsabili dei settori competenti (Urbanistica e Affari finanziari). Di più. Ci mettemmo a disposizione per dare tutte le informazioni in nostro possesso per arrivare a una transazione che non comportasse oneri per il Comune, come invece è successo. Non siamo mai stati contattati.

Comunque con la presente nota rinnoviamo l’appello a verificare tutte le convenzioni sottoscritte nel tempo con l’Istituto delle Case Popolari partendo da quella di Via Celano, il cui iter espropriativo si è concluso. La verifica serve ad individuare eventuali altri crediti, derivanti da convenzioni stipulate successivamente a quella di Via Celano per interventi in altre aree del Comune.

Veniamo adesso al punto relativo all’agibilità e fruizione della biblioteca comunale. Da tempo manca un direttore. Il tutto è affidato a una figura di livello A. Per fortuna è un impiegato dal forte senso del dovere che almeno garantisce il controllo e alcuni servizi di base come il prestito. Ma non può garantire servizi e iniziative che rendono viva una biblioteca.

Si può definire aperta una biblioteca in queste condizioni? Ci aiutano le parole del prof. Saverio Russo (Presidente FAI regionale e professore emerito Università di Foggia), che in un recente intervento sulle biblioteche della provincia di Foggia, tra l’altro, ha detto: ”…sarebbe importante verificarne l’esistenza, l’apertura e l’effettivo funzionamento con i servizi eventualmente erogati…A me, da utente, risulta che alcune importanti  biblioteche comunali non hanno bibliotecario in organico e non catalogano da anni i libri che acquistano con fondi ministeriali o propri…”  .

Negli ultimi anni sono stati banditi concorsi per varie figure professionali, ma mai per un bibliotecario. Sarebbe arrivato il momento di farlo. Non ci dobbiamo dimenticare che, come il sole intorno al quale ruotano i pianeti, la biblioteca è al centro di vari riconoscimenti, in primis Città che legge, che rischiano di saltare se continua questo stato comatoso.

Infine rinnoviamo l’appello a chiedere all’avv. Raffaele Daniele la consegna dei libri raccolti tempo fa. Un atto di buonsenso che chiuderebbe una ferita ancora aperta.

(*) P/ Il Circolo Socialista

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