Dalle Ceneri del Venerdì Santo nasce il Bosco del Futuro | FOTO
“Per ogni Fracchia che accompagna l’Addolorata, una nuova vita tornerà a respirare nel nostro bosco.”
La nostra comunità si prepara a vivere, come ogni anno, il rito solenne del Venerdì Santo. È un momento di silenzio, di preghiera e di profonda devozione verso l’Addolorata, che attraversa le nostre strade accompagnata dalle Fracchie e che, per tradizione, ne incorniciano il dolore e la maestà. Ma da quest’anno, il nostro gesto di amore verso la Tradizione si trasforma anche in una promessa verso la Terra. La tradizione non si consuma nel fuoco ma mette radici: un’iniziativa corale tra scuola, famiglie e territorio per rigenerare il nostro patrimonio boschivo.
Esiste un filo invisibile che lega il fumo dei fuochi delle Fracchie del Venerdì Santo alla terra fresca del nostro bosco. È il filo della responsabilità, quella che i ragazzi delle classi quarte dell’I.C “Balilla–Compagnone-Rignano” hanno deciso di dipanare attraverso una manifestazione che ha coinvolto l’intera comunità: la piantumazione riparativa degli alberi in sostituzione di quelli utilizzati per costruire le Fracchie che accompagnano la Vergine Addolorata nella processione del Venerdì Santo.
Perché questa scelta?
- Salvaguardia dell’Ecosistema: Il nostro bosco è il polmone della comunità, un bene comune che ci è stato affidato. Sostituire ciò che prendiamo è un atto di giustizia verso la natura.
- Educazione alla Cura: Vogliamo insegnare ai nostri giovani che “celebrare” significa anche “custodire”. Non c’è devozione senza rispetto per il creato.
- Un Monumento Vivo: L’albero piantato diventerà un segno tangibile di una vita che cresce nel tempo, proprio come la nostra fede e l’attaccamento alle nostre radici.
L’iniziativa si pone tre traguardi fondamentali:
- Impatto Zero: Garantire che il prelievo degli alberi per il rito non impoverisca il nostro patrimonio boschivo, ma anzi lo rigeneri.
- Responsabilità Comunitaria: Coinvolgere i bambini, le bambine e le famiglie nel momento della piantumazione, rendendoli “custodi del bosco”.
- Continuità Storica: Permettere alla tradizione delle Fracchie di continuare a esistere in armonia con la sensibilità ambientale odierna.
“Non si tratta solo di piantare un albero, ma di trapiantare nel cuore della comunità l’idea che ogni gesto sacro debba portare vita.”
Quello dell’altro giorno è stato un momento di festa, di lavoro condiviso, un messaggio per la Comunità: il nostro bosco è un bene comune e la nostra fede è una forza rigeneratrice. Vedere i ragazzi sporchi di terra e con gli occhi pieni di orgoglio davanti alle nuove piante è la prova che la lezione più importante è stata appresa: per avere una grande tradizione, bisogna avere radici profonde.
L’evento è stato il frutto di una collaborazione multipla che ha visto schierate tante forze del nostro territorio. La Scuola, centro pulsante di cultura e formazione, ha guidato i ragazzi in un percorso di consapevolezza, trasformando lo studio delle tradizioni in educazione ambientale. Accanto agli alunni e alle Famiglie, agli Insegnanti e alla Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo, hanno partecipato con convinzione il Sindaco e i membri dell’Amministrazione Comunale, gli Assessori alla Cultura Tosco e all’Ambiente Tricarico, confermando il valore istituzionale del progetto.
Fondamentale è stato il supporto della guida esperta Agronomo forestale Starace M. che ha garantito la correttezza scientifica della piantumazione, effettuata da operatori specializzati che hanno anche supportato i bambini e le bambine che si sono cimentati nella pratica della messa in opera degli alberi.
Un ringraziamento speciale va all’Associazione “Le Fracchie” di San Marco in Lamis che da dieci anni cura la promozione e la diffusione della nostra secolare tradizione. Tra i silenzi del bosco e il lavoro cooperativo, la nostra comunità ha riscoperto sè stessa. Non c’erano solo rappresentanti di enti, ma cittadini legati da un obiettivo comune: consegnare ai figli un bosco più ricco e una tradizione più consapevole. Questa manifestazione resterà nella memoria come l’anno in cui il fuoco del Venerdì Santo, invece di spegnersi, ha iniziato a germogliare.
Prendiamoci cura di ciò che ci è caro: le nostre radici, la nostra tradizione, il nostro bosco!
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