Lucia Tancredi in odore di “Premio Strega”

Con la sua ultima fatica “Ersilia e le altre”, la scrittrice sammarchese è tra le accreditate alla aggiudicazione del prezioso riconoscimento letterario italiano.

Dati di vendita alla mano, il Premio Strega si conferma il riconoscimento letterario italiano dal maggior impatto. Basti pensare che il libro vincitore dell’ultima edizione, L’anniversario di Andrea Bajani, edito da Feltrinelli, è stato l’ottavo più venduto in Italia nel 2025, oltre che l’audiolibro più ascoltato su Audible l’anno scorso. Da questo punto di vista, attualmente non ci sono paragoni rispetto ad altri premi nazionali. 

Considerata la spinta che garantisce (soprattutto all’opera vincitrice), tra editori e addetti ai lavori inevitabilmente inizia ad alimentarsi l’attesa per l’edizione 2026. Come ogni anno, ilLibraio.it ha raccolto in anteprima le voci sui possibili partecipanti (in questa fase non si può che usare il condizionale).

Tra chi punta a tornare alla vittoria del Premio Strega c’è senza dubbio Einaudi. In via Biancamano più nomi, a partire da quello di Michele Mari, 70enne autore di I convitati di pietra (Einaudi). Per il sofisticato scrittore, poeta e traduttore, finalista al Campiello 2024 con Locus desperatus, si tratterebbe del debutto al premio romano. Mari sarebbe senza dubbio tra i favoriti per la vittoria finale.

Ma a Torino si parla anche di tre autrici che potrebbero essere della partita: Antonella Lattanzi, con Chiara, una storia di amicizia salvifica, di cui abbiamo parlato quiElena Stancanelli, che ha firmato La gioia di ieri, e Nadeesha Uyangoda, autrice di Acqua sporca.

Copertina di Lo sbilico di Alcide Pierantozzi libri consigliati 2025

Tra le voci, quelle legate a Lo sbilico di Alcide Pierantozzi, libro che ha ottenuto diversi riconoscimenti critici, e che parla, con una lingua decisamente particolare, di “malessere psicologico, alienazione, medicalizzazione e solitudine”. Non solo: restando in via Biancamano, da mesi si cita Marcello Fois come probabile partecipante con L’immensa distrazione. Certo non sarà facile gestire tutte queste opzioni… 

Restiamo nel primo gruppo librario italiano ma spostiamoci a Segrate: anche in casa Mondadori (a cui lo Strega manca ormai dal 2012…) i candidati potrebbero essere più d’uno: si parla di Nicola Gardini, docente di letteratura italiana e comparata all’Università di Oxford e presidente di Salani, in uscita con Daddy. E ancora, del 31enne Mattia Insolia, appena tornato in libreria con La vita giovane.

L’altro nome che circola dalle parti di Mondadori è quello di Fabrizio Sinisi, drammaturgo e poeta classe 1987, che l’anno scorso ha esordito nel romanzo con Il prodigio. Da considerare in chiave Strega anche Non vi sarà più notte, nuovo libro di Leonardo Colombati, autore classe ‘70, che porta nella San Pietroburgo del 1900 e in cui il tennis e la grande Storia si incrociano.

donnaregina di Teresa Ciabatti, ultime uscite aprile 2025

Soprattutto, c’è chi ipotizza un ritorno al premio romano per Teresa Ciabatti, autrice di Donnaregina. Seconda nel 2017 dietro a Paolo Cognetti, nel 2021 la scrittrice restò invece fuori dalla cinquina, non senza polemiche. Sarà interessante osservare le scelte che faranno alla Mondadori quest’anno…

Copertina La fine del mondo di Francesco Pecoraro

L’80enne Francesco Pecoraro, uno degli autori italiani contemporanei più apprezzati dalla critica, si appresta a tornare per Ponte alle Grazie, con La fine del mondo, libro in cui “dipinge un affresco di Roma con un monologo interiore che alterna ironia, rabbia, nostalgia e lucidità”: già con La vita in tempo di pace (2013) Pecoraro (che ha vinto il premio Viareggio) è stato finalista allo Strega, mentre con Lo stradone (2019) è arrivato in finale al Campiello. La fine del mondo lo riporterà in gara al premio più ambito?

Tra i nomi che circolano c’è poi quello di Elena Varvello, scrittrice e poetessa torinese apprezzata all’estero: La vita sempre, il suo nuovo atteso libro, in uscita per Guanda, esplora le vite intrecciate di Francesco e Teresa e della loro comunità di Alba, dal primo dopoguerra fino alla Seconda Guerra Mondiale.

A proposito di autrici che potrebbero essere presentate, ci sarebbe la stessa Giulia Lombezzi, che per Bollati Boringhieri ha firmato L’estate che ho ucciso mio nonno, romanzo che abbiamo raccontato qui.

Copertina del libro Platone di Matteo Nucci

In casa Feltrinelli, dopo il successo dello scorso luglio con Bajani, già da mesi si vocifera della possibile candidatura di Matteo Nucci, autore, classe ‘70, di Platone – Una storia d’amore. Per Nucci si tratterebbe della terza partecipazione, dopo i due quarti posti del 2010 e del 2017 (con l’editore Ponte alle Grazie). 

L'invenzione del colore di Christian Raimo

Allo Strega 2026 potrebbe essere presentato Christian Raimo, in libreria con L’invenzione del colore, che ha segnato il passaggio dell’autore e insegnante a La Nave di Teseo. Rimanendo dalle parti della casa editrice guidata da Elisabetta Sgarbi, non è da escludere la presenza tra i libri presentati di Lina e il sasso di Mauro Covacich (ricordiamo che lo scrittore triestino giunse secondo al Ninfeo nel 2015, dietro a Nicola Lagioia).

Passiamo a Bompiani, che avrebbe più opzioni: potrebbe puntare sul secondo romanzo di Monica Acito (autrice campana classe 1993), La carità carnale, dopo l’apprezzato esordio del 2023 con Uvaspina.

Copertina del libro La sonnambula di Bianca Pitzorno

A proposito di debutti, chissà che non venga proposto anche il primo romanzo di Giuseppe de Alteriis, giovane autore (anche lui campano) classe ’98, dottorando al King’s College di Londra in Neuroscienze computazionali, in libreria per Bompiani con l’ambizioso Non dormire e sogna, romanzo che si avvicina alla fantascienza distopica – qui la sua riflessione per il nostro sito, dal titolo Gli scrittori? Incredibili scienziati (e viceversa). Ma non è da escludere la partecipazione di Bianca Pitzorno, scrittrice classe ‘42, capace di unire più di una generazione, protagonista nei piani alti della classifica con il suo nuovo romanzo, La sonnambula, “che parla di donne, di libertà e del bisogno antico e vitale di sentirsi visti e accolti”. 

Quanto ad Adelphi, potrebbe essere proposta Rosa Matteucci, tornata con Cartagloria, forte di una scrittura “ricca, dolorante e autoironica, ora fluviale ora spezzettata come in singhiozzi, e a tratti comica”, mentre non sono state prese ancora decisioni da parte della palermitana Sellerio, dove le opzioni potrebbero essere più di una.

Se in casa HarperCollins Italia si fanno i nomi della scrittrice e sceneggiatrice Ilaria Bernardini (con Amata) e di Antiniska Pozzi (autrice di Tanto domani muori), anche dalle parti di NN circolano due opzioni: quello di Orazio Labbate, autore di Chianafera, romanzo “onirico e visionario”, ambientato in una “Sicilia alchemica”; e quello di Piera Ventre, autrice la scorsa estate di Stella randagia, che porta nel 1909, quando Esterina, la protagonista, lascia il paese natio in Friuli per lavorare presso una famiglia nobile di Napoli.

Si fanno tre nomi anche dalle parti della veneziana MarsilioGaja Cenciarelli, in uscita con Il rivoluzionario e la maestraLorenzo Pavolini, autore di Mille, un racconto letterario del Risorgimento, e Fabio Macaluso, con il memoir Volevo un tè al limone – La mia vita da bipolare.

Storia di un'amicizia Ermanno Cavazzoni su Gianni Celati

Tra le possibili sorprese dal mondo indipendente potrebbe esserci minimum fax con Carola Susani e il suo Il dio delle genti, ambientato tra l’estate del 1985 e il marzo 2002, quando una scossa di terremoto fa crollare il tetto di una palestra, e Quodlibet, che sta per pubblicare Storia di un’amicizia, libro che Ermanno Cavazzoni ha dedicato al rapporto con Gianni Celati, venuto a mancare nel gennaio del 2022.

Si fanno anche altri due nomi di autori Ponte alle Grazie: quello di Enzo Fileno Carabba, che ha pubblicato L’arca di Noè, in cui riprende la storia biblica del diluvio universale, e quello di Lucia Tancredi (nella foto-copertina) che in Ersilia e le altre propone il “ritratto poetico e intenso di un gruppo di donne che ha saputo immaginare un mondo diverso”, portando lettrici e lettori “all’alba del femminismo”.

ERSILIA E LE ALTRE
Nel 1859, sotto il cielo squarciato dalla più grande tempesta solare mai registrata, arriva Ersilia: è figlia dell’incandescenza. E con quella luce negli occhi cresce, orfana di madre, tra le ombre della povertà. La sua Milano è quella della fine del secolo, una città che corre e si consuma nell’urgenza della modernità, dove le bambine – le piscinine – stanno in strada come cani randagi. Apprendiste modiste, piccole sarte, ragazze cresciute troppo in fretta e senza alcuna protezione. È lì, in quei vicoli affollati di miseria, che Ersilia comprende cosa vuole fare: proteggere le più giovani, educarle, emanciparle. Sposa Luigi Majno, avvocato socialista e femminista prima che il termine abbia cittadinanza. Si unisce al lavoro instancabile delle pioniere: l’Asilo di Laura Solera Mantegazza, la Guardia Ostetrica di Alessandrina Ravizza. Ogni donna che incontra è un fiore nel terreno fertile della sua sorellanza. Da Anna Kuliscioff, compagna di Turati, lince socialista, Ersilia impara presto: o tutte o nessuna. Dalle figlie, che ama con tenerezza feroce, capisce che è meglio fare sbagliando, piuttosto che non fare mai. E così, nel 1899, fonda con le compagne l’Unione Femminile, la prima organizzazione in Italia per l’emancipazione delle donne, da cui passeranno veramente tutte: da Ada Negri a Maria Montessori, da Eleonora Duse a Sibilla Aleramo. Poco dopo nasce anche l’Asilo Mariuccia, laico e gratuito, rifugio per ogni bambina violata, dimenticata. Con grande finezza narrativa e sensibilità storica, Lucia Tancredi ci consegna un ritratto poetico e intenso di un gruppo di donne che ha saputo immaginare un mondo diverso.

 

BIOGRAFIA
Lucia Tancredi (nella foto-copertina) ha compiuto studi letterari e musicali. Ha scritto: Io, Monica (2006), Côté Bach (2009), Ildegarda (2009), L’otto (2016), Jacopa dei Settesoli (2022). I suoi romanzi sono tradotti in varie lingue e prestati alla riscrittura teatrale.

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