Ass. “Le Fracchie: il Fuoco che Unisce e Accoglie”, l’abbraccio della tradizione per l’inclusione
Siamo partiti nel 2016 con un sogno: rendere la Fracchia un simbolo di tutti, nessuno escluso. Anche oggi, dopo dieci anni, quegli sguardi pieni di vita ci dicono che siamo sulla strada giusta.
La vera Fracchia è quella che accende la speranza, che traccia percorsi di solidarietà e calore umano. L’Associazione “Le Fracchie”, anche quest’anno ha rinnovato una consuetudine ormai rituale: la visita al Presidio di Riabilitazione “Valori” di San Giovanni Rotondo.
L’incontro, nato con l’intento di far conoscere la nostra secolare tradizione attraverso attività laboratoriali, si è trasformato ancora una volta in un momento altissimo di inclusione e condivisione. Il titolo del progetto, “Le Fracchie: fuoco che unisce e accoglie”, ha trovato la sua massima espressione negli sguardi e nei sorrisi degli ospiti della struttura.
L’entusiasmo dei ragazzi e degli operatori è stato, come sempre, travolgente. Quest’anno, però, sono stati gli ospiti a farci un regalo speciale: hanno preparato un Kamishibai (un antico teatro d’immagini di origine giapponese) per raccontare la storia delle fracchie. Vederli narrare le origini della nostra tradizione, con i testi letti direttamente da loro, è stata un’esperienza di un’intensità unica.
Ci hanno trasmesso un’emozione profonda, dimostrando che la tradizione appartiene a tutti e che ognuno può viverla e raccontarla a proprio modo, abbattendo ogni barriera. L’impegno dell’Associazione “Le Fracchie” non si ferma qui.
La missione sociale del gruppo si estende a diverse realtà del territorio, confermando la volontà di rendere la Fracchia un simbolo di accoglienza universale: presso il Centro Accoglienza Stranieri di Stignano, in collaborazione con il Rotary Club, per favorire l’integrazione attraverso la scoperta della cultura locale. Al Centro Don Milani: per stare vicini ai ragazzi che vivono situazioni di fragilità socio-culturale e per offrire loro opportunità di crescita e appartenenza.
Questo 2026 segna un traguardo fondamentale: l’Associazione compie infatti 10 anni di attività. Fondata nel 2016, in questo decennio l’associazione ha lavorato instancabilmente non solo per la tutela della processione del Venerdì Santo, ma soprattutto per rendere il “fuoco” di San Marco una luce capace di illuminare le fragilità e riscaldare i cuori di chi spesso è ai margini o lontano dalla propria terra, o bambino, desideroso di conoscere e confrontarsi con altre realtà, conoscere le proprie radici e identificarsi nel suo popolo.
“Usciamo da questi incontri sempre arricchiti, “L’entusiasmo degli ospiti del centro ci ricorda che la vera essenza delle Fracchie non è solo nel legno che brucia, ma nell’umanità che quel fuoco riesce a radunare attorno a sé” – è quanto si legge al termine del report sul sito della stessa Associazione.
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