BCC San Giovanni Rotondo, il Tribunale blocca le elezioni: soddisfatto (il ricorrente) Pio De Giovanni

Sospesa l’assemblea del 30 aprile. L’avv. Pio De Giovanni (nella foto-copertina): “Il Tribunale delle imprese accoglie il ricorso presentato per la lista dei candidati esclusa”.

Novità per la governance della Banca di Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo. Con decreto del 13 aprile 2026, il Tribunale di Bari, quarta sezione civile, ha disposto la sospensione delle operazioni elettorali previste per il rinnovo degli organi sociali, accogliendo il ricorso presentato da un gruppo di soci e candidati esclusi.

Il provvedimento, firmato dalla giudice Roberta Moramarco, blocca l’assemblea ordinaria convocata per il 30 aprile 2026, durante la quale si sarebbe dovuto procedere al rinnovo del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale per il triennio 2026–2029. Contestualmente, il Tribunale ha sospeso anche l’efficacia dell’atto con cui la Commissione elettorale aveva dichiarato “non ammissibile” la lista “NOI SOCI BCC S.G.R. – Gruppo Cassa Centrale Banca”.

Alla base del ricorso vi è una serie di presunte irregolarità nella gestione del procedimento elettorale interno alla banca. I ricorrenti hanno denunciato in particolare: incertezza normativa sul quorum: il regolamento prevedeva in alcuni punti il 15% delle firme, in altri il 20%, poi applicato nella versione più restrittiva; modifiche non formalizzate: l’innalzamento al 20% non risulterebbe supportato da una delibera assembleare valida; problemi operativi: modulistica modificata più volte e resa definitiva solo a ridosso della scadenza.

Relativamente ai dati: firme raccolte dalla lista: 363, firme ritenute valide: 341, quorum richiesto (secondo la banca): 458 firme (20%). Un divario che ha portato all’esclusione della lista, ma che i ricorrenti contestano anche nel metodo di calcolo, ritenuto basato su una platea di soci non aggiornata. Il giudice ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris, ovvero una ragionevole probabilità che le contestazioni siano fondate.

In particolare: l’incertezza sulle regole elettorali può aver compromesso la parità tra i soci; l’applicazione di un quorum più elevato senza base certa appare potenzialmente illegittima; le criticità organizzative potrebbero aver inciso sul diritto di partecipazione alla competizione elettorale.

Senza intervento urgente, le elezioni si sarebbero svolte senza la lista esclusa, rendendo inutile qualsiasi successiva decisione di merito. Il Tribunale ha quindi ritenuto prevalente: il diritto dei ricorrenti a partecipare alla competizione e il rispetto al disagio organizzativo della banca nel rinviare l’assemblea.

Il giudice ha fissato una nuova udienza per il 5 maggio 2026, quando verrà deciso se confermare, modificare o revocare il provvedimento cautelare. Nel frattempo, la banca dovrà notificare il decreto entro il 21 aprile.

L'Avv. Giovanni Pio De Giovanni (sq)
L’Avv. Giovanni Pio De Giovanni (ph: sq)

“Esprimo profonda soddisfazione per l’accoglimento del ricorso, con la contestuale sospensione immediata delle operazioni elettorali”, dichiara a StatoQuotidiano l’Avv. Giovanni Pio De Giovanni. “Si tratta di un provvedimento chiaro, che rende giustizia ai miei assistiti. Naturalmente, attendiamo di conoscere la linea difensiva della controparte e auspichiamo la conferma del provvedimento già concesso in data odierna, in sede di audizione alteram partem”. Lo riporta StatoQuotidiano.it