Siorini: «Capitanata, è l’anno zero, ora basta!»

Riceviamo e pubblichiamo la nota a cura del Presidente dei “Sovranisti per l’Italia e per le libertà,” Saverio Siorini.

«Non si fa attendere il pensiero di Siorini, Presidente dei Sovranisti per l’Italia e per le libertà, sul risultato “catastrofico” del rinnovo del Consiglio Provinciale di Foggia. I risultati delle elezioni provinciali di ieri parlano chiaro, anzi, urlano: il centrodestra è stato letteralmente schiacciato.

Il “Campo Largo” e le liste civiche hanno completato un’opera di cancellazione politica resa possibile solo da una cosa: l’incapacità totale dei dirigenti provinciali e regionali del centrodestra.

Siamo davanti a una classe dirigente che è diventata, nei fatti, inqualificabile e innominabile. Una sconfitta che viene da lontano. Non è solo una questione di numeri, è una questione di dignità politica. Mentre gli altri si organizzavano e collaboravano, i nostri vertici restavano arroccati in dinamiche di potere autoreferenziali, sordi alle richieste del territorio e ciechi davanti alla realtà.

Il risultato? Un deserto politico. Cosa fare adesso?

La tentazione di voltare le spalle e non recarsi più alle urne è forte, ed è un segnale che i vertici devono intendere bene: se non cambiate voi, il popolo vi lascerà soli nelle vostre stanze vuote. Ma l’astensionismo deve essere il nostro ultimo avvertimento, non la nostra resa.

Ripartire dal basso: la nostra ricetta Per ricostruire dalle macerie serve un piano d’azione immediato: Rimboccarsi le maniche: Basta passerelle, si torni nelle piazze e tra la gente. Nuova Dirigenza: È tempo che chi ha fallito faccia un passo indietro. Abbiamo bisogno di leader che sappiano dialogare, non imporre.

Lealtà e Collaborazione: Dobbiamo aprire le porte alle forze politiche minori. Realtà che hanno dimostrato capacità, organizzazione e, soprattutto, una lealtà che ai grandi tavoli è mancata.

La Capitanata non merita di essere una comparsa. Se vogliamo tornare a essere protagonisti, dobbiamo avere il coraggio di tagliare con il passato e valorizzare chi il territorio lo vive e lo ama davvero.

Ricominciamo da qui. Ricominciamo dal basso. Senza compromessi. Chiude Siorini con un tono sprezzante di rabbia».