Stignano, viaggio nel simbolismo della fiammante facciata Cinquecentesca | FOTO

Una delle peculiarità principali della chiesa risiede nella sua facciata Cinquecentesca, caratterizzata da uno stile architettonico che richiama vividamente quello abruzzese, risalente a un periodo che si colloca tra il medioevo e il rinascimento.

Realizzata con la rossa pietra calcarea, questa facciata s’illumina in maniera spettacolare durante le ore del tramonto. Sulla facciata, a destra del portale, si trova lo stemma dell’Ordine degli Osservanti (che riconfigurarono la struttura erigendo anche il complesso conventuale), datato 1605, che segna la conclusione della fase principale della costruzione della chiesa.

Si presume che la famiglia Brancia, all’epoca feudataria di Castelpagano, abbia contribuito in parte a questo progetto, come indicato anche dal loro stemma che si trova simmetricamente sul lato sinistro del portale.

La lunetta sopra il portale d’ingresso presenta un’immagine di Gesù, mentre al centro dell’architrave è incastonato un bassorilievo raffigurante una Madonna con il Bambino al centro di un disco raggiato.

Lungo gli stipiti finemente lavorati, i segni lasciati dalle generazioni di devoti e pellegrini testimoniano il loro percorso di fede attraverso numerosi graffiti. A differenza di molti altri luoghi sacri della zona, qui non si trovano le consuete impronte di mani o piedi, probabilmente a causa della mancanza di una superficie abbastanza ampia e piana sul portale della chiesa.

In effetti, molti si accontentavano di pochissimi spazi per incidere le proprie iniziali accompagnate da date o simboli particolari, tranne il monaco Horatius Monacella, che incise per esteso un intero messaggio.

Si potrebbe tentare di raggruppare i segni in alcune categorie.

Signum crucis, di diverse forme, massima espressione cristiana. A volte a tali croci sono associati degli orbicoli.

Forme triangolari, quasi sempre associate alle croci, che probabilmente richiamano il concetto della Trinità. Alcune di esse sembrano richiamare il simbolo dell’ordine monastico pulsanese fondato da San Giovanni da Matera.

In un caso specifico, si può notare una forma triangolare dotata di espressività, munita di occhi, naso e bocca, come fosse una sorta di maschera (vedi foto-copertina).

Si possono notare inoltre varie figure geometriche, tra cui cerchi (al cui interno a volte vi si trovano croci latine, o greche o monogrammi costantiniani) e quadrati.

Figure di animali, che in alcuni casi potrebbero avere un significato simbolico.

In aggiunta, si trovano numerose iniziali, scritte e date risalenti a diverse epoche, creando così un autentico registro a cielo aperto che consente a chiunque di seguire le tracce dei pellegrini e dei viandanti nel corso dei secoli.

Articolo: Garganodascoprire
Foto: Giovanni BARRELLA ⬇️