E abbiamo perso (anche) Ferrovie del Gargano…
Isolati e declassati, San Marco in Lamis perde anche le storiche corse dei bus per Roma e il Nord. E tutto intorno tace!
San Marco in Lamis perde un altro pezzo di sé. Un colpo gobbo per i cittadini, l’ennesimo servizio che fa le valigie – è proprio il caso di dire – e se ne va, lasciando dietro di sé solo disagi e un profondo senso di abbandono. Stiamo parlando dei collegamenti storici via gomma verso Roma e il Nord Italia. Un cordone ombelicale vitale che per decenni ha unito la nostra comunità al resto del Paese.
Per intere generazioni, salire sui pullman rossi delle “Ferrovie del Gargano” dalla nostra cittadina per raggiungere la Capitale, l’Emilia, la Lombardia o il Piemonte era una rassicurante consuetudine. Era il viaggio degli studenti fuori sede, dei lavoratori pendolari, delle famiglie che andavano a trovare i parenti al Nord.
Già da qualche tempo, con un passaggio di consegne che avevamo dovuto a malincuore metabolizzare, le storiche Ferrovie avevano ceduto il passo a “Marino Bus” su queste tratte.
Ma ora è arrivata la vera doccia fredda: la fermata di San Marco in Lamis è stata ufficialmente cancellata.
Il risultato? Un’odissea logistica. Da qualche giorno, chiunque voglia o debba recarsi a Roma o nel Settentrione non può più partire dal proprio paese. Dovrà obbligatoriamente caricarsi i bagagli in auto e farsi accompagnare nella vicina San Giovanni Rotondo, diventata ormai l’hub di riferimento a nostro totale discapito.
Una scomodità inaccettabile che trasforma la partenza in un calvario, specialmente per chi ha coincidenze mattutine o notturne, relegando di fatto la nostra comunità a una cittadina di “Serie B” dal punto di vista dei collegamenti nazionali.
E l’indignazione corre sui social! La notizia non ci ha messo molto a fare il giro del web, scatenando un’ondata di rabbia e delusione ampiamente prevedibile. Le bacheche social network pullulano di commenti indignati da parte dei sammarchesi.
“È una vergogna, ci stanno togliendo tutto, pezzo dopo pezzo” scrive un utente amareggiato. “Come faranno gli anziani o i ragazzi senza patente a raggiungere San Giovanni alle 5 del mattino o in piena notte?“ si chiede un’altra cittadina, centrando in pieno il problema. La frustrazione di chi utilizzava abitualmente questo servizio è palpabile: ci si sente tagliati fuori, cittadini di serie inferiore a cui viene sottratto persino il diritto alla mobilità.
Per non fermarci alle voci di corridoio e ai post su Facebook, la nostra Redazione ha voluto vederci chiaro. Abbiamo contattato direttamente il call center di Marino Bus, sperando in una disfunzione momentanea o in un riassetto stagionale degli orari.
Purtroppo, l’operatrice non ha fatto altro che confermare il salasso: la soppressione della fermata sammarchese è effettiva e non sarà temporanea. Una decisione definitiva che taglia fuori San Marco in Lamis dalle grandi direttrici nazionali. Punto e basta!
Di fronte a questo ennesimo scippo/impoverimento del nostro tessuto logistico ed economico, ci si chiede come mai non si è lottato per mantenere questo servizio così importante, o, se lo si è fatto, perché non è stato dato saperlo? Magari lo si faceva tutti assieme! Perché rassegnarsi (passivamente) all’idea che la perdita di un servizio pubblico è inevitabile fatalità e non il frutto di disinteresse o scarsa forza contrattuale?
E, mentre cerchiamo risposte a queste domande, oggi diciamo addio ai collegamenti nazionali e guardandoci intorno non possiamo fare a meno di chiederci con un sorriso amaro: quale sarà la prossima perdita per la nostra città?!
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