Le STORIELLE di Tonino Cera: “Il saluto con una punta di mistero”

Nel corso dei miei racconti, mi sono soffermato spesso sui circoli cittadini di un tempo. Oggi, purtroppo, è rimasto ben poco di quelle aggregazioni sociali un tempo piene di vita a S. Marco.

Forse solo il Circolo Unione-Cultura resiste ancora alle trasformazioni del tempo. Infatti, persino i club dei tifosi di calcio (juventini, interisti, milanisti e foggiani) sono stati chiusi. Di conseguenza, non resta quasi più nulla.

Anche i partiti politici non aggregano più come una volta. Resta attivo solo il circolo del Partito Democratico. Da alcuni mesi, questo spazio ha inglobato parte degli iscritti dell’ex Club Juventus. Così, la sede è tornata a essere frequentata e la sera si anima di nuovo. Tuttavia, non siamo ai livelli di partecipazione del vecchio PCI. Oltre a questo, c’è il vuoto.

Persino le parrocchie vivono un momento difficile. Un tempo, oltre alle funzioni religiose, queste realtà svolgevano preziose attività sociali e ricreative. Oggi, invece, la partecipazione dei fedeli alle funzioni quotidiane e domenicali è drasticamente diminuita.

In passato, all’interno dei circoli si trovava davvero di tutto. Ovviamente, le dinamiche erano diverse nei club più esclusivi, come quello degli artigiani o dei cosiddetti “signori“. Nei ritrovi popolari ci si divertiva con giochi di ogni tipo. Si partiva dalle carte napoletane o americane, per passare al calciobalilla e infine ai flipper.

Ma la cosa più importante era il semplice “stare insieme“. Spesso, infatti, si passava il tempo leggendo un quotidiano o un settimanale in compagnia. Più tardi arrivò anche la televisione ad animare ulteriormente le serate.

All’interno dei circoli, le divisioni politiche svanivano varcata la soglia d’ingresso. Certo, non mancavano accese discussioni sull’attualità. Tuttavia, non si trascendeva mai e il rispetto per le opinioni altrui era la regola assoluta.

Io ho frequentato soprattutto la Polisportiva e, successivamente, la Società di Cultura. In questi ambienti si incontrava ogni genere di persona. Alla Polisportiva, ad esempio, i fondatori e la maggioranza dei soci erano di destra. Tra di loro c’era anche chi, in gioventù, aveva avuto problemi con la giustizia fascista per la sua militanza attiva. Si trattava di un uomo che non aveva mai perdonato i fatti del 25 luglio e preferiva definirsi semplicemente “mussoliniano“. Parliamo di peccati di gioventù, naturalmente.

Il suo nome era Angelino Luciani. Era fratello di Michelino e Tonino, storici portieri della gloriosa Polisportiva Sammarco. Come molti altri, Angelino era emigrato in Germania per lavoro. Dopo alcuni anni, sistemate le incombenze materiali della sua vita, fece finalmente ritorno a S. Marco.

La sera, la sede della Polisportiva si affollava all’inverosimile. Quando Angelino varcava la porta, amava esordire sempre allo stesso identico modo: “Salute a tutti, meno uno!. A quel punto, calava un microsecondo di silenzio surreale. Ognuno dei presenti si sentiva chiamato in causa, chiedendosi intimamente se quell’esclusione riguardasse proprio lui.

Subito dopo, però, la vita del circolo riprendeva normalmente. Si tornava a giocare a scala 40 o a tressette col morto, a leggere i giornali o a guardare la TV. Questa scena incredibile si ripeteva, immancabilmente, ogni singola sera. Nessuno, tuttavia, riuscì mai a scoprire chi fosse il misterioso destinatario di quel saluto.

Forse Angelino voleva rivolgersi a qualcuno che lo aveva deluso profondamente in passato? Magari le persone escluse erano più di una. In quel modo apparentemente surreale, lui voleva far sapere a quel nemico di non aver mai dimenticato i vecchi torti. Quel misterioso individuo non avrebbe mai potuto vivere tranquillo, ovunque si trovasse.

Dunque, il “meno uno” non era affatto rivolto ai soci della Polisportiva presenti in sala. Era indirizzato a un estraneo che non meritava di essere dimenticato. Mai. Un “…meno uno” destinato a durare per sempre!

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Leggi le Storielle precedenti:

  1. STORIELLA: RITA E LA BANANA
  2. STORIELLA: DON GIUSEPPE MIO