L’ospitalità dei singoli non basta: San Marco in Lamis merita un’area sosta camper

Lettera aperta da una cittadina non più residente ma con il paese nel cuore

Sono Antonella Coco camperista da 18 anni, che gira tutta l’Italia. ​San Marco in Lamis ha tutte le carte in regola per essere una meta d’eccellenza del turismo d’esperienza: storia, natura, spiritualità e una posizione invidiabile sul Gargano. Eppure, c’è un treno che continuiamo a perdere (o meglio, a guardare mentre passa): quello del turismo itinerante in camper.

​La nota dolente è ormai cronica: nel nostro paese manca un’area sosta camper attrezzata. E la cosa che fa più rabbia è che non si tratta di una limitazione geografica o logistica. Lo spazio c’è, i terreni idonei non mancano, ma manca una visione d’insieme che trasformi questo potenziale in una realtà concreta e strutturata.

​La solidarietà supplisce alle mancanze istituzionali – ​Se San Marco non fa una figura barbina di fronte ai visitatori, lo si deve unicamente alla straordinaria ospitalità e alla flessibilità della nostra comunità. I camperisti arrivano comunque, e l’accoglienza finora è stata garantita “dal basso”. ​A Pasqua, nonostante i flussi, ce la siamo cavata grazie alla grandissima disponibilità della Protezione Civile, che ha teso una mano fondamentale per gestire i pochi mezzi arrivati.

Nell’ultimo weekend, abbiamo vissuto un’esperienza bellissima grazie all’ospitalità del Parco dei Dinosauri (Borgo Celano). Chi gestisce la struttura ci ha supportato attivamente, permettendoci di creare un itinerario splendido alla scoperta del territorio. ​A loro va un ringraziamento immenso.

Ma la domanda sorge spontanea: fino a quando potremo contare sull’improvvisazione e sulla buona volontà dei singoli? ​

Perché un’area sosta è un investimento (e non un costo) – ​Il turismo in camper non è più un fenomeno di nicchia: muove un target di viaggiatori attivo tutto l’anno, che consuma nei negozi di prossimità, acquista prodotti tipici, frequenta bar e ristoranti. Non investire in un’area sosta – dotata anche solo dei servizi minimi di carico e scarico – significa dire a queste persone: “Andate a spendere i vostri soldi nei paesi limitrofi”.

Un appello all’Amministrazione – Chiediamo alle istituzioni locali di passare dalle parole ai fatti. Lo spazio c’è, la domanda turistica anche. Creare un punto di sosta attrezzato non è solo un atto di civiltà e accoglienza, ma un investimento economico diretto per tutto il commercio sammarchese. ​Dimostriamo che San Marco sa essere accogliente non solo per il cuore dei suoi abitanti, ma anche per la lungimiranza delle sue infrastrutture.

Faccio parte di due gruppi e organizzo itinerari. Non smetterò mai di ringraziare la disponibilità dell Associazione Protezione Civile Volontari Arcobaleno e i gestori del Parco Dinosauri, che con pazienza, hanno fatto sì che le nostre uscite con gli amici camperisti diventassero esperienze indimenticabili e giornate da raccontare.