San Marco in Lamis, l’incuria non risparmia neanche i Santi: erbacce e degrado sommergono la statua di San Giuseppe Moscati

Riceviamo e pubblichiamo l’accorata segnalazione di un nostro stimato concittadino, il noto mastro fornaio Michele Vigilante (da tutti conosciuto come “27”), che ci tiene a denunciare in prima persona lo stato di totale abbandono in cui versa una zona simbolica della nostra comunità.

Siamo ormai sempre più di fronte, e quotidianamente, a uno spettacolo desolante che stringe il cuore. Dopo le ripetute e preoccupanti segnalazioni dei giorni/settimane/mesi scorsi riguardanti la massiccia presenza di insetti, topi e rettili in diverse zone della città, si scopre con profonda amarezza che la mala gestione del verde pubblico e l’incuria non risparmiano più nemmeno la fede e la memoria.

In Via Sannicandro, la statua del Medico Santo – inaugurata con tanta devozione solo qualche anno fa – si trova oggi letteralmente prigioniera e soffocata dalle erbacce incontrollate. Un quadro triste, a tratti patetico: un simbolo sacro, che dovrebbe essere custode di decoro e rispetto, viene invece lasciato all’abbandono più totale, quasi nascosto dalla vegetazione selvatica nel disinteresse generale.

Ma oltre al colpo all’occhio e alla sensibilità dei cittadini, emerge un serio problema di sicurezza e igiene. Come evidenziato con forza dallo stesso Michele Vigilante, che ha voluto documentare la situazione, l’inazione ha trasformato l’area in un piccolo e pericoloso ecosistema: tra quelle sterpaglie incolte che assediano il monumento, i residenti sono ormai costretti a convivere non solo con i ratti, ma persino con l’inquietante avvistamento di qualche vipera.

L’appello lanciato dal noto mastro fornaio suona come un grido d’aiuto per l’intero quartiere: «Chiediamo se per favore possiamo avere l’onore di una pulizia da parte degli organi competenti, siamo pieni di ratti e qualche piccola vipera». La speranza di Michele (e di tutti i sammarchesi) è che questo ennesimo schiaffo al decoro urbano scuota finalmente chi di dovere, spingendo a un intervento immediato di bonifica prima che la situazione degeneri ulteriormente.