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San Marco in Lamis, lettera aperta di un 16enne al sindaco: «Recuperiamo la Cappella di Sammichelicchie»

Egregio Signor Sindaco Michele Merla,
mi chiamo Michele Pio De Bergolis (nella foto-copertina ndr), ho 16 anni e le scrivo questa lettera aperta da cittadino di San Marco in Lamis.

Le scrivo a nome della mia famiglia, in particolare di mia nonna, erede di una storia che appartiene all’identità di tutta la nostra comunità. Sotto il Convento di San Matteo, lungo la strada mulattiera conosciuta da tutti come Strettelicchia, sorge la cappella di San Michele Arcangelo, affettuosamente chiamata Sammichelicchie.

Faccio parte della Confraternita di San Michele Arcangelo e sento dentro di me qualcosa che mi fa male come se quella chiesetta lì fosse abbandonata. Per decenni questo luogo è stato custodito con amore dalla mia famiglia: prima dal mio bisnonno Matteo La Riccia e poi da mio nonno Giuseppe Zagaria, conosciuto da tutti come Cesarino.

Dal 1981 al 1997, proprio durante la prima settimana di ottobre, quel sentiero si animava di festa, si celebrava la Santa Messa all’aperto e si sparavano i fuochi d’artificio. Era un momento di fede, aggregazione e gioia condivisa.

All’interno della cappella si trova ancora oggi una preziosa statua in legno di San Michele Arcangelo, opera dello scultore Tommaso Martino, un tempo appartenuta alla mia bisnonna.
Purtroppo, dopo la scomparsa di mio nonno, la gestione della chiesetta si è interrotta e il luogo è stato progressivamente dimenticato.

Oggi, versando in uno stato di grave degrado, la cappella non è più visitabile: l’erba è altissima, vi è la presenza di animali vivi e morti selvatici e ho notato persino la comparsa di rifiuti abbandonati proprio davanti all’ingresso. Guardare quel luogo ridotto così fa male al cuore.

Per questo mi rivolgo a Lei, Signor Sindaco, e all’Amministrazione Comunale, chiedendo un intervento concreto: la pulizia e la messa in sicurezza dell’area, bonificando l’ingresso dai rifiuti e dalla vegetazione incontrollata; il recupero e la riapertura della cappella, affinché ritorni a essere un porto sicuro, un luogo accessibile e accogliente per tutti i cittadini, i fedeli e i pellegrini.

Confido nella Sua sensibilità e spero che questo mio appello non resti inascoltato, ma possa essere l’inizio dei lavori di rinascita per questo piccolo tesoro della nostra città.

Con rispetto e speranza,
Michele Pio De Bergolis

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