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Le farchie e le fracchie, un gemellaggio che continua

Come ogni anno i ragazzi e l’intera comunità di Fara Filiorum Petri (Chieti), si accingono a festeggiare il Santo patrone del proprio paese, Sant’Antonio, come da calendario, il 17 Gennaio. Ma neppure quest’anno è stato possibile coronare la tradizione con la preparazione delle Farchie, altissime colonne di fasci di canne legate con rami di salice rosso che, costruite per devozione a S.Antonio per aver liberato il paese dall’invasione francese nel 1799, queste vengono magistralmente preparate dalle 17 contrade del paese e bruciate nella piazza nei pressi della chiesa del Santo creando un suggestivo e incantevole scenario di luce e fuoco.

E anche quest’anno, per i nostri bambini dell’istituto Balilla e l’associazione delle Fracchie di San marco in Lamis sarebbe stata l’occasione di rinnovare un gemellaggio tra le due realtà, San Marco e Fara, unite dal vincolo sacro del fuoco che caratterizza anche la nostra secolare tradizione delle Fracchie. Come è già successo, anche se materialmente le farchie non ci sono state per motivi legati alla situazione pandemica non ancora debellata, la tradizione non si ferma e i riti, la storia, le emozioni rivivono attraverso prodotti e iniziative che , anche se virtuali, ricreano in parte, il clima di mistero, fede e devozione che sono alla base di questi due riti del fuoco che, insieme ad altri, sono la testimonianza del bisogno di riscoprire le proprie origini e la propria identità di popolo e di comunità e che pertanto devono essere valorizzati, custoditi e perpetuati nel tempo.

Ci sentiamo vicini ai nostri amici di Fara che ci hanno coinvolti in un progetto pensato proprio per l’occasione e che vede i propri alunni impegnati in un lavoro di scoperta e studio della loro tradizione, affiancata alla nostra per scoprirne affinità e somiglianze nella storia e nelle motivazioni sociali e religiose che sono alla base della loro origine. L’Associazione delle Fracchie segue con particolare attenzione l’evolversi della situazione e sta preparando Il terreno per attuare altri importanti progetti finalizzati alla costituzione delle Rete dei Riti del fuoco che l’ha vista già protagonista di importanti riconoscimenti, frutto di indomita dedizione e attenzione alla salvaguardia e alla tutela di una tradizione che è un tratto identitario inconfutabile di ogni sammarchese. Nella speranza che presto si possa ritornare a respirare l’odore della legna che bruciando riempie l’aria di fumo e scintille che salgono al cielo per avvicinarci al divino, alimentiamo ancora una volta tutti insieme il fuoco della conoscenza e dell’attaccamento alle nostre tradizioni, linfa vitale per la sopravvivenza della storia di un popolo. (da lefracchie.eu)

 

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