Mar Adriatico, ricercatore indiano alla scoperta di microplastiche nel nostro pesce

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Un ricercatore straniero studierà nel capoluogo, grazie alla sinergia con l’Istituto Zooprofilattico.

Sarà un giovane laureato indiano in Tecnologie alimentari a testare la presenza delle microplastiche nel pescato dell’Adriatico. Lo farà grazie al dottorato di ricerca nato dalla sinergia tra Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata (Izspb) e dipartimento di Agraria dell’Università di Foggia. I risultati della verifica, la prima così vasta e approfondita sull’aspetto più inquietante dell’inquinamento marino, arriveranno fra tre anni. Lo hanno annunciato ieri all’Istituto Zooprofilattico il direttore generale Antonio Fasanella e il presidente dell’Izs (e direttore del dipartimento di Agraria di UniFg), Agostino Sevi. Con loro Giancarlo Colelli, il docente di Agraria di UniFg che coordina il dottorato in Gestione della innovazione nei sistemi agro-alimentari della Regione Mediterranea che accoglierà il nuovo dottorando e Nicola Decaro, docente di Medicina veterinaria a Bari. Particolare curioso, il laureato indiano che arriverà a Foggia ha appreso del dottorato dai social ed è risultato il più qualificato fra quanti hanno presentato domanda per la borsa di studio, confermando un trend che Agraria, specifica Colelli, conosce da tempo: la metà dei propri dottorandi è costituita da laureati stranieri.

Nell’Università del capoluogo di Regione si svolgerà il secondo dei tre dottorati che vede partner Izs e Atenei, quello che approfondirà la questione dell’antibiotico-resistenza. Come ha spiegato il prof. Decaro, coordinatore del dottorato in Sanità animale e zoonosi, sono ormai numerosi i ceppi batterici multiresistenti nell’uomo e questo rende problematico l’utilizzo e l’efficacia degli antibiotici. Il nuovo dottorato isolerà ceppi batterici da uomo e da animale per individuare la strada da percorrere per potenziare il risultato dei farmaci. Analizzerà l’impatto sugli alimenti delle attività industriali petrolifere il dottorato frutto della sinergia tra Izs e Università di Basilicata, regione dove il problema è presente e molto avvertito dalla popolazione.

Nella sede di via Manfredonia dell’Izs è intanto ripresa a pieni giri la produzione del vaccino contro il carbonchio ematico (la malattia provocata dall’antrace negli animali), attività interrotta per qualche anno e ripresa da quando l’Izs, primo fra i dieci Zooprofilattici italiani, si è dotato della certificazione europea guadagnata con un percorso di due anni. Nella stessa officina farmaceutica sarà possibile produrre anche altri vaccini animali commercializzati in Italia e all’estero, grazie ad accordi fra Stati. Di una pericolosa malattia veterinaria, l’afta epizootica, si occuperà infine il meeting internazionale che si terrà a Fasano dal 29 al 31 ottobre, coorganizzato da Izs e Regione Puglia: 260 delegati da 60 Paesi interessati ad un vaccino più efficace, visto che l’afta prevede l’abbattimento di tutti i capi di un allevamento anche per un solo animale malato.

Anna LANGONE
LaGazzettadelMezzogiorno.it