Tutto il Sud scappa dal Giro d’Italia, resta solo San Giovanni Rotondo. Chi paga?

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Ecco quanto costerà la tappa del Giro d’Italia a San Giovanni Rotondo. Importante sforzo economico per ospitare la tappa del Giro, chi paga? Il Sindaco ha risposto a Milano ai cronisti sulla questione economica. “Prevista la partecipazione dei privati”, quali?

È stato ribattezzato come il Giro della Padania, mai come in questa edizione non sono previste tappe al Sud. È un fenomeno che progressivamente sta escludendo le regioni meridionali, nelle ultime dici edizioni il giro ha fatto tappa al Sud appena 35 volte , per un dato così basso si deve risalire agli anni subito dopo il dopoguerra. A fermare la carovana prevalentemente al Nord lo sforzo economico chiesto da Rcs Sport, organizzatrice dell’evento (Rcs è un’azienda specializzata nella organizzazione di eventi sportivi e nella commercializzazione di diritti sportivi nata da una costola della Gazzetta dello Sport), e non solo.

Il Giro porta altre incombenze per le Amministrazioni, come quelle di sistemare strade e accogliere. Questa estate si era parlato di una partenza da Matera, prossima Capitale europea della cultura. Poi, però, la “Fondazione Matera 2019” ha rinunciato: “Rcs ci ha chiesto uno sforzo economico, abbiamo preferito puntare sui libri, su eventi culturali, sulla musica”. Il Giro partirà da Bologna, per la Grande partenza l’impegno chiesto alle pubbliche amministrazioni è di mezzo milione di euro. Ma quanto costerà l’unica tappa del giro al Sud Italia? Chi paga? La tappa Cassino – San Giovanni Rotondo costerà alla città di San Pio 180 mila euro.

Durante la presentazione del Giro a Milano i cronisti hanno chiesto al sindaco Costanzo Cascavilla (a capo di una maggioranza composta da LEGA – Forza Italia – Udc e civiche) come riuscirà ad adempiere alla spesa richiesta dagli organizzatori. “Una parte dei 180 mila euro sarà coperta dai privati- ha spiegato Cascavilla- il resto, quello di competenza diretta del Comune sarà desunto dagli introiti della tassa di soggiorno, che è stata introdotta da poco”.

La parte che spetta al Comune è di circa 60mila euro. Non è chiaro quali sono i privati che investiranno nella tappa del Giro, l’Amministrazione deve recuperare 120 mila euro in sponsorizzazioni. Potrà contare sul supporto della nota banca cittadina? La BCC coprirà tutto? Quali potrebbero essere altri soggetti che possano contribuire alle spese ?

Inoltre ci sono problemi in merito al Bilancio 2018, non a caso i revisori dei conti nell’ultima nota sulla proposta di delibera della variazione di bilancio (oltre 48mila euro) hanno espresso un parere contrario, variazione bocciata anche in Consiglio comunale. Sotto la lente d’ingrandimento le spese dell’ultima festa patronale, spesi 70mila euro (40 mila solo per Alex Britti), segno che le casse comunali non godono di buona salute.

C’è un’altra questione che riguarda il Giro non favorevole alla città di San Giovanni Rotondo, i corridori e tutti gli addetti non occuperanno le stanze degli alberghi sangiovannesi, la tappa ripartirà il giorno dopo da Vasto, per cui dopo l’arrivo tutti si trasferiranno nella città abruzzese. L’auspicio è che non si sia fatto il solito passo più lungo della gamba, come è accaduto nel Giro del 2013 a Napoli, dove esiste un contenzioso tra Rcs e Comune di Napoli per la mancata riscossione del “contributo” chiesto per le tappe del Giro. (ilfattodelgargano.it)