Rignano, partecipata cerimonia del Carmine

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Come previsto, riaperta al culto in pompa magna la Chiesa del Carmine, a Rignano Garganico. Era stata chiusa anni fa, dopo il rogo che bruciò letteralmente la settecentesca statua in cartapesta a lei dedicata. Di questa si ricorda il corpetto ricamato in oro, donato alla Madonna dalla figlia del barone Francesco Paolo Corigliano, prima che andasse in sposa al Duca di Castelpizzuto.

A seguire la funzione c’era un pubblico immenso e commosso, in parte distribuito all’interno del piccolo e raccolto tempio e per il resto, seduto o in piedi, nell’ampia piazza antistante, detta Largo Palazzo. Presenti tra l’altro per le autorità civili, il sindaco Luigi Di Fiore e il consigliere delegato, Giuseppe Motta, per quelle militari, il brigadiere Antonio D’Amore, comandante della locale Stazione dei Carabinieri. Si è cominciato subito con il Rito di Consacrazione dell’Altare e della deposizione delle reliquie dei Santi Martiri di Otranto e, a seguire, l’unzione dell’altare medesimo e delle Croci, concluso con l’accensione e diffusione dell’incenso attorno ad esso.

Dopo di che si è proseguito con la Solenne Celebrazione Eucaristica, presieduta da Mons. Giovanni Checchinato, Vescovo di San Severo, con l’ovvio ufficio e collaborazione del sacerdote accompagnatore, del Parroco, Don Santino Di Biase e del suo vice, don Antonio Gianfelice. Dopo la Santa Comunione si è proceduto, tra la viva commozione dei presenti, rapita dalla bellezza ed intimità del tempio rinnovato, alla Sacra Riposizione del SS. Sacramento. Il tutto accompagnato dalla sacra musica e dai canti della locale Schola Cantorum, sistemata sul soppalco della porta d’ingresso, dove un tempo c’era l’antico organo a mantice, suonato dal fabbro – sagrestano tutto fare, Francesco Di Fiore, aiutato alle aste soffiatrici dai ragazzi dell’epoca, che a turno si alternavano alle manovre con croce-delizia degli interessati.

Il parroco Di Biase, durante il suo intervento introduttivo, nel ringraziare ad una ad una le ditte interessate e il popolo intero per le offerte, ha fatto la cronistoria dei lavori eseguiti dal 28 gennaio 2019 ad oggi, sottolineando le difficoltà e le ambascie provate e superate di volta in volta grazie credo, alle preghiere e soprattutto alla passione, la molle che muove ogni azione umana. Senza di essa e della pazienza è impossibile affrontare i grandi progetti dell’umanità, siano essi spirituali, sia essi materiali.

Nell’affrontare la situazione e le difficoltà insite ha egli sottolineato – “spesso ho perso il sonno, ma il tutto è stato superato, grazie anche alla generosità del popolo rignanese.  Ora che abbiamo concluso mi sento tranquillo e soddisfatto, ma soprattutto caricato perché ci sono tante altre cose da fare per il bene della nostra chiesa e della comunità. Il vescovo Checchinato, dal canto suo ha approfondito, durante la sua affabulata omelia, il tema evangelico del giorno, soffermandosi in particolare sul concetto “chiesa”, che andrebbe interpretato a suo dire non solo come struttura di mattoni o pietre, ma come comunità di anime e credenti. Insomma, è lo spirito – credo che rende bella e vivibile la vita! (art. di Antonio Del Vecchio, nella foto-copertina la Chiesa com’è oggi dopo il restauro-ripristino)