San Giovanni Rotondo, al via l’era Crisetti

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Cerimonia di insediamento in aula. Passaggio di consegne tra il neo sindaco e il commissario prefettizio. Da sciogliere i nodi per giunta e presidente assise

Parte l’ “era” Crisetti a Palazzo San Francesco, sede municipale: ieri il neo sindaco, capace di sovvertire i pronostici della vigilia e rimontare al ballottaggio i distacchi abissali del primo turno, scortato da moglie e figlia, ha indossato per la prima volta la fascia tricolore che lo accompagnerà per i prossimi cinque anni. La giornata di insediamento del nuovo primo cittadino è filata via liscia tra proclamazione ufficiale, passaggi di consegne e non poche emozioni. La cerimonia si è svolta nell’aula consiliare alla presenza degli eletti della maggioranza, della segretaria comunale Giuliana Galantino e del commissario prefettizio Antonio Incollingo. Quest’ultimo esce di scena dopo 4 mesi alla guida del Comune e Crisetti non ha mancato di ringraziarlo quale “traghettatore dell’ente” inviato – come si ricorderà- dal Prefetto di Foggia a causa delle contemporanee dimissioni di nove consiglieri comunali lo scorso 14 febbraio che causarono la caduta anticipata della consiliatura targata Cascavilla.

Visibilmente emozionato Crisetti è stato accolto nell’aula consiliare da cittadini, dipendenti comunali e neo eletti di maggioranza. Nel suo intervento il neo sindaco ha rimarcato la necessità di mettersi subito al lavoro, rimandando così l’immagine -agli occhi dell’elettorato locale che domenica scorsa lo ha premiato con 7.371 voti (61,71%) – di una coalizione dinamica e vogliosa di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale.

Dopo la proclamazione ad opera della commissione elettorale, la cerimonia è poi proseguita nella “stanza del sindaco”, dove Michele Crisetti, ha indossato la fascia tricolore. I successivi passi formali che lo attendono sono: giuramento, proclamazione dei consiglieri eletti, formazione della nuova giunta ed elezione del presidente nella massima assise consiliare. Tutti passaggi da evadere al primo consiglio comunale, ancora da convocare. E tutti nodi politici da sciogliere, dai quali si capirà la reale tenuta di coesione di questa neonata maggioranza, a trazione piddina.

Crisetti, è indubbio, mira a sfatare la “maledizione” dei due anni e mezzo (in alcuni casi, come l’ultimo, tre anni e mezzo) che sembra perseguitare le amministrazioni comunali sangiovannesi (in prevalenza quelle di sinistra), le quali a causa delle interruzioni anticipate delle consiliature, hanno fatto guadagnare alla città di san Pio il triste appellativo di “città mangia sindaci”. Pensate che negli ultimi sei lustri si sono alternati ben 12 sindaci a Palazzo di Città e solo un paio – Davide Pio Fini e Luigi Pompilio- hanno felicemente tagliato il traguardo quinquennale del mandato consiliare. Dati preoccupanti che certificano la realtà di una città ad alta tensione politica amministrativa e caratterizzata da elevata “rissosità” tra le fazioni politiche, la quale però si è guadagnata, come è noto, la “benemerenza” del Cielo, grazie alla sua “generosità” nel difendere tempo addietro, addirittura con i forconi e fucili, un “umile fraticello, poi proclamato santo, in odore di trasferimento”.

Francesco Trotta