In memoria di Matteo Pettolino

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Ci ha lasciati alcuni giorni fa Matteo Pettolino, sammarchese emigrato in Australia nel 1937 e autore del testo autobiografico “IN CERCA DEL NOSTRO PANE QUOTIDIANO”, pubblicato in inglese nel 2008, tradotto in italiano da Renato Mansolillo e Michele Paglia e pubblicato dal Centro Studi Diomede di Castelluccio dei Sauri nel 2018.

Michele Galante nella Prefazione dice “Il libro racconta la vicenda migratoria e le vicissitudini di una famiglia di San Marco in Lamis, costretta a partire dal proprio paese d’origine alla ricerca di un tozzo di pane per garantirsi la sopravvivenza fisica…. Questo libro nel suo linguaggio semplice e nel suo stile scorrevole, parla non soltanto di ieri, ma anche dell’oggi. Delle nuove catene migratorie, che si sviluppano con le stesse dinamiche di settanta-ottanta anni fa, non soltanto per sottrarsi alle guerre, ma anche per allontanarsi da un mondo fatto di fame, di miseria, di carestia, che non è affatto un reato, come una recente vulgata tende ad accreditare…

Questo libro non è solo una pagina di storia, ma sollecita a riflettere sull’attualità. Il fenomeno migratorio non appartiene al passato. Centomila giovani ogni anno vanno via dall’Italia. È un lusso che il nostro Paese non si può permettere. È uno spreco di braccia e di intelligenze che richiedono un cambiamento di rotta nelle politiche dei governi…” Tutti noi Sammarchesi, e non solo, dobbiamo essere grati all’Autore perché con il suo lavoro ci consente di conoscere meglio la storia della nostra Comunità.

Ricordo di Matteo Pettolino di Michele Paglia

Ho avuto modo di conoscere Matteo Pettolino solo qualche anno fa. Una conoscenza purtroppo solo epistolare che avveniva attraverso bellissime lettere che lui mi inviava scritte a mano e fitte fitte in cui traspariva la sua enorme amabilità e umanità. Si capiva che aveva vissuto enormi sofferenze, queste non lo avevano inaridito ma reso più disponibile verso le sofferenze e le difficoltà dell’altro. Un mio amico, rappresentante dei pugliesi nel mondo in Australia, mi aveva parlato della sua biografia scritta in inglese ed io lo avevo contattato per chiedergli l’autorizzazione a tradurla in italiano. Una biografia unica in cui non appariva l’esigenza di autocelebrarsi descrivendo i propri successi ma una descrizione vivida e molto reale delle motivazioni che hanno spinto la sua famiglia a emigrare.

Molto bella è la descrizione della sua infanzia a San Marco e dei primi anni in Australia. Decisamente poetica è la definizione che fa della necessità di partire. Scrive parlando di quanti partivano “Queste genti non potevano liberarsi dei loro ricchi proprietari terrieri da cui dipendevano completamente per la loro sopravvivenza. Erano come uccelli intrappolati in una gabbia, disperati in attesa che la porta si aprisse accidentalmente così che essi potessero avere l’opportunità di volar via alla ricerca di un rifugio sicuro in cui costruire il nido di famiglia.” Dobbiamo ringraziare Matteo Pettolino perché quanto da lui scritto aiuterà a non perdere la memoria di quando a partire eravamo noi e di quanta sofferenza era pieno il loro cammino.