«Mio figlio disabile discriminato a scuola!», la denuncia della mamma di Michele Pio

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“Nella scuola che frequenta, Michele Pio è stato recentemente oggetto di una grave forma di discriminazione. La sua classe è stata coinvolta in un progetto di nuoto in piscina. Nella scuola hanno distribuito gli avvisi, gli alunni hanno pagato il bonifico per l’istruzione, hanno portato le ricevute, è stato organizzato il corso. E Michele Pio non è mai stato avvisato. L’ho scoperto per caso, recandomi a scuola per una riunione.”

La denuncia di discriminazione è di Angela Gentile, mamma di uno studente disabile di un liceo di Lucera, che ha scritto una lettera aperta al Dirigente Scolastico. “Michele Pio frequenta l’ultimo anno delle superiori, studia pianoforte da 8 anni e ha naturale talento musicale. Adora Celentano e Al Bano, suona e canta tutti i loro brani. Michele Pio è un provetto nuotatore, pratica tutti gli stili e al mare si diverte tantissimo. Pratica anche equitazione, ha vinto dei premi in alcune gare nazionali. Michele Pio è un ragazzo vivace, educato, sensibile, innamorato della vita, amico di tutti. È la luce della nostra famiglia. Michele Pio è anche diversabile – scrive Angela nella lettera – Dico ‘anche’, perché Michele Pio non è la sua disabilità.

È una persona, fatta di cuore, mente, anima e sentimenti. Il mio cuore di madre, già ferito dalla vita e dalla società, è stato ulteriormente colpito. E dopo… Le solite scuse, il solito rimbalzo delle responsabilità. Tutto ciò è offensivo e noi non vogliamo più accettarlo. È stato dato per scontato che Michele Pio non potesse partecipare. Non ci è stata data neppure l’opportunità di scegliere. Michele Pio ha un disturbo neuro-motorio che lo rende poco consapevole del pericolo, unito ad una difficoltà di linguaggio. Tutto Qui. Noi come famiglia avremo trovato sicuramente il modo per far partecipare nostro figlio al progetto, ma questa possibilità ci è stata negata a priori.

Come madre sono stanca – denuncia amaramente Angela Gentile – Stanca di elemosinare come favori quelli che anche per mio figlio sono diritti. Scrivo questa lettera per urlare la mia indignazione, il mio sconcerto di fronte a questa palese forma di esclusione, e spero che le mie parole possono rappresentare uno spunto di riflessione per tutta l’opinione pubblica. Per Michele Pio, e per tutte le ragazze e i ragazzi come lui, che, oltre ad avere ricevuto un danno alla propria salute dalla sorte, ricevono anche la beffa di essere trattati come cittadini di serie B.”