Inverno pazzo in Puglia, mandorli sbocciati e invasione di insetti “alieni”

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Non solo smog in città, l’inverno anomalo ha mandato la natura in tilt in Puglia con mandorli in fiore a gennaio e gemme in procinto di schiudersi con 1 mese di anticipo rispetto all’andamento naturale del ciclo vegetativo. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Puglia sugli effetti del clima mite con la colonnina di mercurio che segna temperature alte rispetto alle medie stagionali e assenza di precipitazioni significative da oltre un mese.

“Scenari primaverili, con alberi di pero in fiore a dicembre e mandorli fioriti a gennaio, a causa del clima pazzo e della tropicalizzazione che fa registrare temperature bollenti, superiori di 1,39 gradi la media stagionale, con il 2019 quarto autunno più caldo dal 1800 secondo ISAC CNR. Disastrosi gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a siccità perdurante e caldo anomalo”, spiega Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Una situazione che smentisce addirittura i proverbi sui giorni della merla (29, 30 e 31 gennaio) in cui secondo la leggenda – riferisce la Coldiretti – negli ultimi giorni di gennaio si registrano le temperature invernali più basse, tanto che perfino la merla, che un tempo aveva il piumaggio bianco, per riscaldarsi andò a ripararsi in un camino e il suo manto divenne grigio per la fuliggine.

In Puglia ad oggi mancano oltre 62 milioni di metri cubi d’acqua nei 4 invasi della provincia di Foggia relativi ai 2 comprensori del Fortore e dell’Osento, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La diminuzione è stata costante, mitigata solo parzialmente dalle sporadiche piogge torrenziali che hanno un effetto disastroso sui campi, insiste Coldiretti Puglia.

“In Puglia le aree affette dal rischio desertificazione sono pari al 57% – aggiunge Muraglia – e il conto pagato dall’agricoltura, soggetta ai cambiamenti climatici e alla siccità è salato. Il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi, ma intense e il repentino passaggio dal sereno al maltempo, con bruschi crolli o innalzamenti delle temperature, sono all’ordine del giorno e arrecano danni gravi alle colture nelle aree più colpite dal clima pazzo”.

L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con una perdita in Puglia di oltre 3 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola, strutture e infrastrutture rurali.

INVASIONE DI PARASSITI ‘ALIENI’ IN PUGLIA, ARRIVANO GLI INSETTI SUZUKII: KILLER PER FRUTTI ROSSI

Il moscerino Drosophila causa danni gravi e irreversibili su diverse specie produttrici di frutta con buccia sottile come ciliegie, fragole e l’uva nei vigneti, rileva Coldiretti Puglia, si sta diffondendo indisturbato.

Per i cambiamenti climatici in atto, il surriscaldamento e le barriere comunitarie colabrodo sono arrivati in Puglia parassiti “alieni”, mai visti prima, che si sono accaniti su alberi, piante e frutti, dalla Drosophila Suzukii dei frutti rossi all’Aleurocanthus spiniferus che attacca agrumi e vite, dalla Xylella degli ulivi al punteruolo rosso che ha fatto strage di decine di migliaia di palme fino alla Tristeza degli agrumi. E’ l’allarme lanciato da Coldiretti Puglia, in occasione dell’incontro a Turi per denunciare l’invasione dei moscerini della frutta (Drosophila Suzukii Matsumura), arrivati in Puglia nel 2012, probabilmente portati con le merci provenienti dall’Estremo Oriente.

“Gli insetti killer colpiscono le ciliegie e i frutti con colorazione dall’arancio al rosso e gli effetti si vedono solo in un secondo momento sui frutti raccolti. L’invasione di virus e insetti alieni impone una strategia complessiva della Regione Puglia contro le numerose e incontenibili malattie delle piante che arrivano in Puglia attraverso le frontiere colabrodo dell’UE che, sia improntata su una tempestiva quanto efficace azione di prevenzione e contenimento, per non mettere a repentaglio il patrimonio arboreo e produttivo pugliese, già messo seriamente a dura prova”, denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Il moscerino Drosophila Suzukii causa danni gravi e irreversibili su diverse specie produttrici di frutta con buccia sottile come ciliegie, fragole e l’uva nei vigneti, rileva Coldiretti Puglia, si sta diffondendo indisturbato in assenza di efficaci antagonisti naturali ed è già stato individuato in 12 regioni italiane e in 13 Paesi europei. Secondo Vincenzo Verrastro del centro di ricerche CIHEAM di Bari l’attività di monitoraggio e controllo sono determinanti, perché l’infestazione registrata nel 2015-2016 si manteneva nella forbice tra il 3 il 16%, mentre nel 2019 si è allargata esponenzialmente dal 18 al 100%, dove le varietà Ferrovia e Lapins sono risultate particolarmente esposte, riferisce Coldiretti Puglia. Per i ricercatori la complessità del problema è legata all’impossibilità di verificare i primi sintomi delle infestazione  ad occhio nudo, alla mancanza di strumenti efficienti per il controllo, con la conseguente perdita del valore commerciale del prodotto dopo 1-2 giorni dall’avvenuta ovideposizione e perdita economica del prodotto fino all’80%, rileva Coldiretti Puglia sulla base dei dati presentati dal funzionario scientifico del CIHEAM di Bari.

L’arrivo di fitopatologie, parassiti e virus provenienti da altri continenti è favorito dall’intensificarsi degli scambi commerciali, attraverso i quali arrivano in Puglia, dove trovano un habitat favorevole a causa dei cambiamenti climatici, aggiunge Coldiretti Puglia.

“Se la Xylella fastidiosa, che sta facendo strage di ulivi nel Salento proviene dal Costa Rica, il punteruolo rosso che ha letteralmente falcidiato le palme secolari pugliesi è originario dell’Asia sudorientale  Inoltre, la Puglia convive da anni con una virosi, l’alter ego della Xylella fastidiosa con le dovute differenze – di cui si parla poco, nonostante sia altrettanto virulenta. La ‘Tristeza’ degli agrumi, causata dal Citrus Tristeza Virus (CTV) proveniente dall’Asia Minore, appartenente al gruppo dei Closterovirusche, per cui nostri agricoltori sono costretti ad esportare agrumi con foglia sui mercati comunitari solo se accompagnati da passaporto delle piante, poiché il virus si trasmette attraverso la parte vegetale e non attraverso i frutti. I controlli in uscita sui prodotti agricoli pugliesi non sono altrettanto pressanti e stringenti su piante e prodotti esteri con un danno incalcolabile per l’agricoltura pugliese”, conclude il presidente Muraglia. (Immediato.net)