Quanto dura un giorno

di Mario Ciro CIAVARELLA AURELIO

Sono saltati tutti i paletti del tempo. Natale, Pasqua, anniversari… non si aspettano momenti stabili e sicuri. Adesso si aspetta il giorno dopo. A volte la sera che ha già preceduto il giorno: si vive contando le ore. E tutto questo sembra che abbia più valore. Quello che viene fatto ora, coincide molto di più rispetto a tutto quello fatto finora! Il tempo è la misura della nostra vita.  

Ascoltare una canzone, scrivere qualsiasi cosa, ricordare, sta acquisendo più valore. I dischi che vengono percorsi da un ago, solcando su percorsi   già tracciati, scava più a fondo di come lo aveva fatto in passato. Le note delle canzoni ci sembrano più attinenti al testo. Le parole sono come pietre che cadono su un pentagramma mai così solido. Così come i ricordi, diventano più nitidi: abbiamo più tempo per metterli a fuoco.

Il “rosa antico” che incorniciava i ricordi sta diventando molto più chiaro,    quasi un “azzurro presente”, dove il passato che corre sta quasi raggiungendo il presente. E i visi diventano sempre più vicini: quelli che avevamo in mente ieri, sono tutti ringiovaniti. Quasi ci vengono a sbattere in faccia: sono qui davanti a noi, eppure sono fisionomie di decenni fa!

Tutto sta prendendo più valore. Non ce ne siano accorti.

Non abbiamo capito fino in fondo tutto quello fatto finora: andavamo più veloci del tempo, volevamo essere eterni battendo il Tempo sul tempo. Stiamo rallentando, ci stiamo “godendo” l’istante, quello che viviamo adesso. Forse lo ricorderemo per sempre, senza un minimo di sforzo cerebrale, sarà stampato nella nostra mente come un marchio diverso dagli altri, già presenti, ma ormai quasi invisibili. 

La memoria è la nostra vita: siamo fatti di ricordi, di ciò che succederà non sappiamo nulla e nulla possiamo fare. Un difficile compito del caso: possiamo solo rimandare a lui l’arduo compito di costruirci il futuro. Intanto adesso un giorno vale l’altro. Quasi dieci anni: un solo giorno. In poche ore facciamo e pensiamo come non abbiamo mai fatto. Stiamo quasi diventando immortali, stiamo acquisendo il valore del Tempo. Lo stiamo incorporando dentro di noi, come se fosse una seconda anima, che sostiene la prima. Quando la prima anima comincia a cedere, arriva la seconda che ci sostiene con i ricordi, e con poche prospettive: non riusciamo a percepire il futuro.   

Abbiamo la terribile sensazione che domani non sappiamo cosa fare. Se dobbiamo pensare cosa fare per il giorno dopo o per lo stesso giorno. Il concetto di tempo si paralizza. Ci sfugge e non ci aiuta a capire il senso di quello fatto finora.   

Il divenire, è quello fatto finora: mutamento, movimento, scorrere senza fine della realtà, perenne nascere e morire delle cose. È questo quello fatto finora. Adesso lo sappiamo. Prima no!! Abbiamo semplicemente “mutato”, abbiamo “scorso il tempo”, siamo stati in “movimento”. Ma non sappiamo ancora il perché.     

In questi giorni che abbiamo tanto tempo, forse lo scopriremo…

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