Il Progressive Rock italiano (part 1). Gli anni d’oro

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di Nicola Maria Spagnoli

1970. E‘ luogo comune, da noi, individuare la prima pianticella PROG nel disco dei New Trolls del ’68 (quotazione €.100) fatto in collaborazione con Fabrizio De Andrè, Senza orario, senza bandiera, certamente già al di fuori del beat, ma anche nella timida, in quanto a innovazione, Ad Gloriam delle Orme (€. 1000 perché allora vendette molto meno dell’altro succitato), e subito dopo nel ’69, in quello degli Stormy six (€. 400) con il già promettente Claudio Rocchi (Le idee di oggi per la musica di domani), ma potremmo risalire anche a Storie della sera di Chetro & Co. un EP su versi di P.P. Pasolini (€. 250) oppure all’unico disco-quadro (nel vero senso della parola) di Le Stelle di Mario Schifano del ’67, oggi introvabile e quotatissimo e persino falsificato come una vera opera d’arte (€. 3.000 e più ma per quello originale s’intende). Per avere episodi continuativi dobbiamo comunque aspettare il 1970, anche per poter parlare realmente di Prog rock italico con lo splendido esordio del Balletto di Bronzo (Sirio 2222), con una novità entusiasmante da parte di vecchie glorie come l’Equipe 84 (ma in verità ID era del solo Randelli) o anche in parte con il precedente Stereoequipe (€.200) e poi con un complessino nuovo nuovo, la Formula 3, che prodotto da Battisti sfornava un “Dies irae” non da brivido ma coinvolgente per i tempi. Ottimo anche l’esordio dei Trip e del già citato Claudio Rocchi che con un solo titolo “Oeuvres” primo brano dell’LP d’esordio “Viaggio”, con un entusiasmante Mauro Pagani al flauto, potrebbe benissimo rappresentare in sintesi tutto il Prog italiano futuro. Ottimo esordio dei Circus 2000 con una delle poche vere cantanti in circolazione, Sylvana Aliotta, e quello dei Gleemen che sfoceranno successivamente nei Garybaldi entrambi con belle, doppie, copertine. Stilare una classifica di qualità, anno per anno, certamente soggettiva, può essere quindi un modo di raccontare l’avventura, anche perché un autore od un gruppo non sono necessariamente infallibili sempre, ognuno può avere degli alti e dei bassi e se in un determinato anno un’opera è senz’altro fondamentale, nel panorama globale possono esserci delle novità ancora più entusiasmanti, e lo stesso lavoro può apparire ripetitivo e quindi, anche se superiore stilisticamente a quelle che la precedono, scendere lo stesso in classifica. (Le quotazioni, come dicevamo in introduzione, dipendono naturalmente dalla rarità del disco, originale naturalmente, e non dalla qualità del prodotto)

1 – BALLETTO DI BRONZO – SIRIO 2222

850

2 – EQUIPE 84 – ID 180

3 – CLAUDIO ROCCHI – VIAGGIO 120

4 – FORMULA TRE – DIES IRAE 150

5 – ORME – L’AURORA 1.500

6 – TRIP – THE TRIP 200

7 – GLEEMEN – GLEEMEN 300

8 – NEW TROLLS – NEW TROLLS 100

9 – CIRCUS 2000 – CIRCUS 2000 100

10-FLASHMEN – CERCANDO LA VITA 150

11-UNDERGROUND SET – THE UNDERGROUND SET 120

12-MUCCHIO – IL MUCCHIO 250

 

1971. Nell’opinione comune, almeno a livello di vendite e di popolarità, il 1971 è l’anno delle Orme con “Collage” e dei New Trolls con il loro primo “Concerto grosso“, ma la qualità vera, dicevamo, non si misura con le migliaia di copie vendute e quindi, a me almeno, sembrano più degne dei primi posti, le opere-concept dei Trip (Caronte con copertina derivata da un disegno della dantesca Divina Commedia illustrata da Gustave Dorè) o degli Osanna, che nella loro teatralità anticipano perfino i Genesis di Peter Gabriel e quello dei Rovescio della Medaglia (RDM) con la loro personalissima Bibbia.

La fresca musicalità dei Delirium, il nuovo impegno, strumentale e poetico, di un gruppo,diciamo, datato come i Giganti, l’esotismo tranquillo di Rocchi, la New age ante-litteram degli Infinity, lo sperimentalismo dei Numi, fra i tanti. Il Battiato alla prima prova in LP, dopo qualche successo personale e collaborazioni d’avanguardia con Fetus che anche se coraggioso perché si stacca dalla forma-canzone, sembra un pò ingenuo e con voglia evidente di essere alla moda, cosi come l’eccitazione controcorrente di Battisti nell’unico suo disco unanimemente inseribile nel Prog (ma anche un paio di altri successivi, ci starebbero bene). Corposo l’esordio dei Panna Fredda che avevano avuto già consensi con il loro 45 Delirio/Strisce rosse, interessante ma troppo inglesizzato quello dei Flea on the Honey. Degno di interesse anche il nuovo rock sardo (con financo il titolo in sardo) dei fratelli Salis, discreti quelli dei Leoni e dei Nuova Idea con un lavoro però troppo ispirato all’hard d’oltremanica. Non inseriamo i validissimi Toad avendo avuto un solo elemento italiano, gli altri erano svizzeri.

1 – TRIP – CARONTE

.180

2 – OSANNA – L’UOMO 120

3 – ROVESCIO DELLA MEDAGLIA – LA BIBBIA 200

4 – DELIRIUM – DOLCE ACQUA 80

5 – GIGANTI – TERRA IN BOCCA 450

6 – CLAUDIO ROCCHI – VOLO MAGICO N.1 100

7 – PLANETARIUM – INFINITY 180

8 – NUMI – ALPHA RALPHA BOULEVARD 200

9 – NEW TROLLS – CONCERTO GROSSO n.1 100

10-FLEA ON THE HONEY – FLEA ON THE HONEY 50

11-FORMULA TRE – FORMULA TRE 70

12-PANNA FREDDA – UNO 80

13-ORME – COLLAGE 50

14-FRANCO BATTIATO – FETUS 150

15-LUCIO BATTISTI – AMORE E NON AMORE 40

16-MARIO BARBAJA – ARGENTO 60

17-NUOVA IDEA – IN THE BEGINNING 150

18-UNDERGROUND SET – WAR IS THE NIGHT BEFORE 80

19-SALIS – SA VITA IDA EST 80

20-VENETIAN POWER – THE ARID LAND 100

21-FLASHMEN – HYDRA 120

22-LEONI – LA FORESTA 250

23-RAMINGHI – IL LUNGO CAMMINO 1.000