San Marco in Lamis, ancora cani avvelenati

“La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” (Mahatma Gandhi). Una massima che dista anni luce da San Marco in Lamis che, a più riprese, deve fare i conti con la longa manus degli avvelenatori seriali: impuniti e liberi di approfittare dell’amore e dell’ingenuità del miglior amico dell’uomo. Nelle scorse settimane diversi i casi registrati.

Ancora un caso di avvelenamento animali, a San Marco in Lamis. Questa volta è toccato a Marley, un randagio simil Beagle vittima di un boccone infetto. Il fatto è avvenuto in Via Ponte Ferrarello (foto), nel popoloso quartiere Casarinelli, dove l’amico a quattro zampe – “tranquillo, socievole e molto coccolone” – era ben voluto da tutto il vicinato.

A fare la triste scoperta alcuni abitanti della zona, i quali hanno allertato Antonietta Torelli, presidente dell’Associazione “Arca di Noè”, da anni impegnata, tra mille difficoltà, nella lotta al randagismo e la gestione di un rifugio di fortuna che al momento ospita oltre 100 cani.

Sul posto sono stati rinvenute diverse polpette avvelenate, probabilmente con la metaldeide, una sostanza chimica presente in molti prodotti usati comunemente contro le lumache e facilmente reperibile nelle farmacie agricole.

Al vaglio degli inquirenti le immagini della videosorveglianza comunale. Se beccato, il responsabile rischia il carcere per uccisione di animale e getto di cose pericolose.

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