San Marco ha il Suo Servo di Dio: Mons. Matteo Nardella

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Mercoledì 13 febbraio 2019 si insedierà il Tribunale Ecclesiastico diocesano per il processo di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio, Mons. Matteo Nardella.

Con il giuramento dei membri, nominati con decreto dell’Arcivescovo Mons. Vincenzo Pelvi, che avverrà nella locale Chiesa di San Bernardino, segno tangibile dell’opera terrena di Mons. Matteo Nardella e dono del Suo profondo ed immenso amore per le anime affidate alle sue cure, prenderà le mosse la fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del neo Servo di Dio.

Nell’occasione presterà il giuramento di rito anche il postulatore della causa, Mons. Gabriele Teti, insigne esperto di diritto canonico e teologia, che ha già ricoperto questo incarico anche in altri processi, fra i quali quello per la canonizzazione di Salvo d’Acquisto.

Nell’ultimo decennio, si è intensificato il lavoro di ricerca e trascrizione degli scritti del Servo di Dio, rafforzandosi ancora di più quel sentimento di perenne riconoscenza ed immutata stima da parte di chi lo ha conosciuto in vita, trasmesso anche alle nuove generazioni.

Non sono mancati momenti di preghiera tanto personale quanto comunitaria così come convegni per approfondire la figura di questo sacerdote che è stato, per usare le parole di Mons. Paciello, “Un’anima che non mi ha lasciato mai indifferente, ogni volta che l’ho avvicinata”.

Tutto il lavoro coordinato da tre persone che, non senza difficoltà, ha portato a scoprire gli aspetti più intimi e nascosti nei quali si scorge in maniera limpida e tersa la santità dell’uomo e del sacerdote, si è trasfuso nella creazione di un comitato, in data 18.8.2016, che, secondo quanto stabilito dal Titolo III della Sanctorum Mater, ha presentato al Vescovo la richiesta di apertura della fase diocesana del processo di beatificazione.

Nominato il postulatore della causa nella persona di Mons. Gabriele Teti, veniva da quest’ultimo presentata all’Arcivescovo di Foggia – Bovino il supplex libellus (libello di domanda), ossia la richiesta scritta con la quale si chiede l’inizio della causa.

Dopo un attento e scrupoloso esame, il libello di domanda veniva accolto dall’Arcivescovo che, indi, chiedeva nel corso di una sessione della Conferenza Episcopale Pugliese, il parere di quest’ultima sull’opportunità di iniziare la causa.

In data 6 febbraio 2017 la Conferenza Episcopale Pugliese esprimeva uninanimente “parere favorevole” per l’apertura della causa di Beatificazione e Canonizzazione di Mons. Matteo Nardella, auspicando che: “la testimonianza di questo esemplare sacerdote possa ravvivare il desiderio di santità nella nostra regione”.

Successivamente veniva avanzata sempre dall’Arcivescovo alla Congregazione delle Cause dei Santi la richiesta del “nulla osta”.

L’anzidetta Congregazione, re explorata, con missiva datata 4.9.2018 concedeva il chiesto “nulla osta”. Il Card. Becciu, Prefetto della Congregazione delle cause dei Santi, così testualmente comunicava l’esito della richiesta avanzata: “…placet mihi Excellentiam Tuam reddere ex parte Sanctae Sedis nihil obstare quonimus Causa Beatificationis et Canonizationis Servi Dei Matthaei Nardella, peragi possit”.

Con decreto del 17.1.2019 l’Arcivescovo, Mons. Vincenzo Pelvi, nominava i membri del Tribunale diocesano, invitando, nel contempo, gli stessi a prestare il giuramento di rito per il giorno 13.2.2019 nella Chiesa di San Bernardino.

In data 2.2.2019 S.E. Mons. Vincenzo Pelvi emanava l’editto con il quale rendeva nota la petizione del postulatore di iniziare la causa nella sua diocesi.

Esperite tutte le indagini e le formalità previste nella Sanctorm Mater, ora, spetterà all’instaurando Tribunale curare con la massima diligenza, tutte le prove sulle virtù eroiche del Servo di Dio ed al popolo santo pregare perché questi sia annoverato nel numero di tutti i santi.

Il nostro don Matteo ha vissuto pienamente quanto è dato leggere nella Presbyterorum Ordinis: “La santità è intimità con Dio, è imitazione di Cristo, povero, casto, umile; è amore senza riserve alle anime e donazione al loro vero bene; è amore alla Chiesa che è santa e ci vuole santi, perché tale è la missione che Cristo le ha affidato”.

Così scriveva il giovane Matteo Nardella, all’epoca seminarista: “O Signore voglio essere tutto Tuo, e alla Tua divina presenza fo fermo proposito di non distaccarmi mai da Te, di essere tutto Tuo, di amarTi con sempre maggiore amore, di distaccarmi da tutto, di rompere tutti i legami che mi impediscono di volare a Te, di farmi santo, e Santo ad ogni costo”.

avv. Michele TOTARO
notaio attuario