Ballottaggio Crisetti – Mangiacotti tra 15 giorni per il nuovo sindaco della città di San Pio

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Decideranno gli elettori grillini, vero ago della bilancia. Il voto disgiunto “colpisce” solo uno dei quattro candidati sindaci. Niente vittoria al primo turno per l’ex piddino alla guida del centrodestra

Tutto rimandato al 9 giugno 2019 per scoprire il nome del nuovo sindaco della città di san Pio. Sarà duello tra Giuseppe Mangiacotti (centrodestra) e Michele Crisetti (centrosinistra). Tra i due esiste una differenza – a vantaggio del primo – di 1.205 voti. Fermi al palo Nunzia Palladino (M5S) e Roberto Cappucci di Rifondazione Comunista.

Questi i dati definitivi dopo lo scrutinio delle schede dei 15.370 votanti (su 23.970 aventi diritto al voto) depositate nelle urne delle 26 sezioni. Affluenza al 64,12%, in calo rispetto al 2016 (68,82%). Schede bianche 145, nulle 318, voto nullo 1.

Ai nastri di partenza erano in quattro. Questo l’ordine di arrivo: al primo posto Giuseppe Mangiacotti (5 liste) con 6.010 preferenze (40.32%), secondo Michele Crisetti (3 liste) con 4.805 voti (32.24%), entrambi, come da normativa, al ballottaggio. Terza piazza invece per la Palladino con 3.460 voti (23,21%) e quarta per Roberto Cappucci 631 voti (4,23%).

Nonostante il cospicuo vantaggio di partenza, Mangiacotti, al secondo turno – dove tutto si azzera- dovrà ricominciare daccapo. La partita in sintesi resta tutta da giocare, perché in palio ci sono i voti degli elettori grillini e di quelli di Rifondazione. Chi se li aggiudicherà? Non solo. Ci saranno apparentamenti ufficiali (o ufficiosi)? Da segnalare inoltre l’anomalia del voto disgiunto (consentito per le città con popolazioni superiori ai 15 mila abitanti come appunto San Giovanni Rotondo), che sembra “aver colpito”, tra i quattro, il solo Mangiacotti.

Infatti dall’analisi del voto, salta fuori che se il totale dei voti di coalizione nei casi di Palladino, Cappucci e Crisetti è inferiore a quello del candidato sindaco (ed è normale), viceversa nel caso di Mangiacotti lo scarto è di segno meno. Basta confrontare i voti di coalizione (6.710) e quelli incassati dal candidato sindaco (6.010). Mancano ben 700 voti all’appello. Segno che alcuni degli elettori delle 5 liste hanno effettuato il classico voto disgiunto, votando in sintesi il candidato consigliere legato a Mangiacotti, ma non lo stesso Mangiacotti a candidato sindaco, scegliendone bensì un altro.

Pronte anche le simulazioni in caso di vittoria sia dell’uno che dell’altro in merito alla nuova composizione dell’assise. Dovesse prevalere Mangiacotti la maggioranza sarebbe formata da 10 esponenti così distribuiti: 3 alla Lega (Marianna Natale, Mauro Cappucci, Vincenzo Auritano; 2 al PdC (Michele Centra e Michele De Angelis); 2 a Fratelli d’Italia (Nunzia Canistro e Giuseppe Chiumento); 2 all’Udc (Giuseppe Miglionico e Rossella Fini) e 1 alla lista Mangiacotti sindaco (Pasquale Viscio). I 6 dell’opposizione risulterebbero: Michele Crisetti e Nunzia Palladino; 2 esponenti andrebbero al Pd (Matteo Masciale e Michelantonio Fania), 1 a SGRPopolare (Salvatore Ricciardi) ed 1 M5S Maria Felicia D’Addetta.

Viceversa in caso di vittoria di Crisetti la mappa della nuova assise sarebbe la seguente: maggioranza formata da 5 del Pd (Matteo Masciale, Michelantonio Fania, Antonio Colella, Mauro Pio Ciavarella e Lucia Mischitelli; 4 a SanGiovanniRotondo Popolare (Antonio Pio Cappucci, Leonardo Maruzzi, Salvatore Ricciardi e Domenico Gemma) ed 1 a Res (Gaetano Cusenza). I 6 della minoranza sarebbero i due candidati sindaci Mangiacotti e Palladino, Marianna Natale (Lega), Michele Centra (PdC), Nunzia Canistro (FdI) e Giuseppe Miglionico (Udc). 

Francesco Trotta