E col quiz che ci danno i milioni…

Print Friendly, PDF & Email

Quando si contavano i soldi in miliardi di lire, vincerne anche uno, poteva sembrare un fatto quasi normale!! “Signora, lei ha vinto un miliardo di lire!! Complimenti”. E quella somma straordinaria, la si poteva vincere anche rispondendo ad una semplice domanda, tipo: “Quanti fagioli ci sono in questo vaso?” risposta esatta? vincita miliardaria o comunque milionaria, sempre in lire, parliamo di montepremi di qualche decennio fa.

 Adesso, quiz del genere dove si possono vincere ad esempio 200.000 euro rispondendo ad una domanda, ce li sogniamo. I quiz erano decine, trasmessi puntualmente e quotidianamente da quasi tutte le tv: erano i tempi d’oro dell’emittenza televisiva privata. Quando non sapevamo cosa significasse: crisi economica. Però le lotterie e i giochi tipo Gratta e Vinci erano pochissimi: si doveva aspettare la fine dell’anno per poter acquistare i biglietti della Lotteria Italia. E sperare di vincere almeno un premio di consolazione pari a 10 milioni di lire, che comunque era una cifra decente.

Ricordo una casalinga di Pescara, che, decenni fa, era costantemente attaccata al telefono fisso di casa (i telefonini ancora non venivano nemmeno lontanamente immaginati), per cercare di prendere la linea con i programmi televisivi e rispondere ai tanti quiz in onda. Divenne famosa proprio questo motivo: la vincitrice di concorsi televisivi. Probabilmente aveva più di una linea telefonica dalla quale cercava di prendere la linea.

Le vincite non erano sempre in denaro, a volte c’erano anche premi materiali di una certa consistenza: automobili, cucine, salotti, viaggi intorno al mondo per tutta la famiglia. Poi i soldi iniziarono a finire, per le aziende che sponsorizzavano quel programma, e successivamente arrivò il colpo di grazia: l’euro, il male assoluto della società odierna.

Per meglio capire la portata dei programmi a quiz di tanti anni fa, basta andare a rivedere il programma di Renzo Arbore, “Indietro Tutta”, essenzialmente basato su un quiz inventato, dove non si vinceva nulla, ma la posta in gioco era altissima. Quando un falso concorrente telefonico, rispondeva in modo esatto all’assurda domanda del Bravo Presentatore Nino Frassica, lo stesso osannava: “Brava signora, lei ha vinto 100 miliardi di lire!!!”

A quel punto Renzo Arbore rimproverava Frassica: “Ma come è possibile dare come vincita una cifra del genere, solo per aver risposto ad una domanda così semplice?” Il Bravo Presentatore replicava: “Ma se i grossi montepremi ce li hanno cani e porci, in tutti i programmi televisivi, perché non li possiamo avere anche nel nostro programma?”

In questa semplice e chiara battuta, è racchiusa tutta la lucida filosofia ludica del falso-programma: “Cani e porci hanno i montepremi molto alti!!” e in effetti era così. In tutti i programmi, i soldi per i quiz scorrevano come fiumi in piena.

Stranamente in quel periodo (anni ‘80-‘90) non c’erano i grandi quiz di una volta come “Lascia o Raddoppia?” e “Rischiatutto”, ma erano dei programmi molto semplici come “risposte esatte”. Evidentemente il meccanismo “programma-reclame” funzionava molto bene, poiché c’era talmente tanto denaro in giro che, forse… non si sapeva come spenderlo!! E in effetti, la nascita di Canale 5 ad opera di Berlusconi, avvenne proprio per il fatto che tantissime aziende volevano reclamizzare i loro prodotti,  ma la RAI non aveva troppo spazio nei suoi programmi per inserire altre  reclame.

Negli ultimi anni, questo trend di dare “soldi a tutti” nei quiz, è finito. Come sono finiti i quiz facili e anche il denaro delle aziende. È una crisi che non si sa quando finirà. Così come non sappiamo quando ritorneranno i “quiz facili” di una volta, con montepremi altissimi e magari  un cruciverbone alle spalle del presentatore. Adesso per cercare di vincere una cifra consistente, ci sono programmi tipo “L’eredità”, “Reazione a catena”, “Caduta libra”, dove bisogna essere preparatissimi e anche fortunati.

Tempi duri ai tempi dell’euro!!

Mario Ciro Ciavarella Aurelio