Strage di San Marco in Lamis, rinviato il processo al presunto basista

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A causa di un difetto di notifica è durata pochi minuti la prima udienza del processo a carico di Giovanni Caterino, ritenuto dagli inquirenti il basista del gruppo di fuoco che compì il quadruplice omicidio del 9 agosto 2017 nel Foggiano.

È durata pochi minuti, a causa di un difetto di notifica, la prima udienza del processo a carico di Giovanni Caterino, ritenuto dagli inquirenti il basista del gruppo di fuoco che compì il quadruplice omicidio del 9 agosto 2017 a San Marco in Lamis, nel Foggiano. Quella mattina vennero uccisi da un commando armato il boss di Manfredonia, da pochi giorni tornato in libertà, Mario Luciano Romito, il cognato ed autista di Romito, Matteo De Palma, e due vittime innocenti, gli imprenditori agricoli Aurelio e Luigi Luciani. I fratelli Luciani furono uccisi solo perché passavano, a bordo della loro auto, nella zona dell’agguato.

La prima udienza del processo, in corso di svolgimento in Corte d’Assise di Foggia, è stata rinviata a causa di un difetto di notifica per uno dei due difensori dell’imputato. Il presidente della Corte d’Assise, Antonio Civita, ha fissato la nuova udienza al prossimo 15 luglio. In quella occasione ci sarà anche la costituzione delle parti civili, ovvero dei familiari delle quattro vittime, comprese le due vedove Luciani e del Comune di San Marco in Lamis.

Giovanni Caterino venne arrestato nell’ottobre scorso in una operazione dei carabinieri del Ros. I militari, grazie all’acquisizione di numerosissimi filmati delle telecamere di sorveglianza disseminate lungo il tragitto compiuto dalle vittime e dai killer, ritengono che Caterino nei giorni precedenti la strage aveva studiato le abitudini dell’obiettivo dei sicari: Mario Luciano Romito. A detta degli investigatori Caterino avrebbe pedinato il boss anche nel giorno dell’omicidio e indirizzato i componenti del gruppo di fuoco fino al luogo dove avvenne la strage. (gdm.it)