Quando Oriana (vestita) arrivò su Playboy

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Non pensiate che “Playboy” fosse un a rivista pornografica. Assolutamente no!! I nudi integrali si possono contare sulla punta delle dita. Quasi tutti erano dei nudi… a metà, mai scabrosi, e spesso velati. A differenza della concorrente “Penthouse”, che era più spinta. Playboy in ogni numero pubblicava pezzi giornalistici di un certo rilievo, che riguardavano l’arte, il design, la fotografia ed altri settori dell’informazione.

E spesso in copertina non compariva la classica playmate, ma una donna “normale”, vestita e che diceva quello che pensava. Non necessariamente sul sesso, ma su qualsiasi argomento. Come quando nel gennaio del 1976 sulla copertina c’era la scrittrice e giornalista Oriana Fallaci, anni luce dai fatti tragici dell’11 settembre 2001, quando in “mondovisione” fece delle “profezie”: la fine dell’impero d’Occidente e l’invasione futura dell’Europa da parte dell’Islam.    

In questa intervista di Playboy, Oriana Fallaci parla di amore, morte, politica, libertà sessuale come era di moda all’epoca. Parlando di amore-sesso, per la scrittrice c’è assolutamente bisogno di un’attrazione mentale verso il compagno, altrimenti farlo senza una complicità che vada oltre il corpo, è solo esercizio fisico inutile (soprattutto per l’uomo).

Oriana Fallaci è stata legata per alcuni anni al poeta nonché oppositore al regime dei Colonnelli in Grecia, Alekos Panagulis, quando in quella nazione c’era la dittatura di destra. Nell’intervista non dice mai il suo nome, ma lo lascia immaginare. Il compagno di Oriana morì proprio in quell’anno dell’intervista su Playboy, in uno strano incidente stradale, e venne sepolto in Toscana, vicino alla madre della scrittrice.

La Fallaci trovava dissacrante, umiliante fotografare un corpo nudo, uomo o donna, un’umiliazione anche per chi vede gente nuda, esposta ad un inutile giudizio del prossimo. La rivoluzione sessuale secondo la giornalista ci ha liberati dalla paura di farlo e anche di non farlo. Si era capito che si poteva anche rifiutare quel modo di concepire il sesso, o di metterlo da parte quando vogliamo. Non ci ha insegnati ad essere obbligati.

La scrittrice notoriamente non è mai stata benvoluta nel nostro Paese. Ed è sempre stato un mistero. Anche se lei non ha mai capito fino in fondo quello strano “malessere” che molta classe politica e intellettuale nutriva per lei. Dice nell’intervista che per essere voluti bene, bisogna prima morire! In quegli anni venne ferita in Messico durante un reportage, il Presidente della Repubblica, Saragat, le fece arrivare fin laggiù un mazzo di fiori, come molti deputati inviarono telegrammi di pronta guarigione. Lei spiega tutto questo strano amore nei suoi confronti, poiché i suddetti volevano vederla morire!! Invece, dice la giornalista, in Francia ti vogliono bene anche da viva!

Oriana Fallaci nel 1993 seppe della sua malattia e iniziò a curarsi. Tumore ai polmoni, lasciò la cura dopo aver visto gli aerei schiantarsi sull’America: doveva badare ai suoi “figli”, i suoi libri e le sue pubblicazioni future. Morì nel 2006.

Dopo aver visto tutto il mondo, intervistato tutti quelli che poteva intervistare: Husayn di Giordania, Võ Nguyên Giáp, Pietro Nenni, Giulio Andreotti, Giorgio Amendola, l’arcivescovo Makarios, il citato Alekos Panagulis, Nguyễn Cao Kỳ, Yasser Arafat, Mohammad Reza Pahlavi, Hailé Selassié, Henry Kissinger, Walter Cronkite, Federico Fellini, Indira Gandhi, Golda Meir, Nguyễn Văn Thiệu, Zulfiqar Ali Bhutto, Deng Xiaoping, Willy Brandt, Sean Connery, Mu’ammar Gheddafi e l’ayatollah Khomeini.

E lei venne intervistata anche da Playboy. 

Mario Ciro CIAVARELLA AURELIO