Rignano: Maria Palumbo, matriarca tutto fare, non c’è più

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Maria Palumbo, non c’è più. Se n’è tornata al Padre l’altro ieri, all’età di 94 anni compiuti. Infatti, era qui nata il 22 aprile 1925. La stessa era popolarmente nota in paese col nomignolo di Micheluccione, soprannome di simpatia con il quale è conosciuta la famiglia del defunto marito.

Stando ad un libretto sui soprannomi, pare che lo stesso sia stato affibbiato ad un antico avo, un tipo piuttosto forte e robusto. Nonostante la considerevole età della donna la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nella comunità, perché la sua figura era, come si dice in gergo, il sale in ogni minestra, che riguardasse, la storia, la tradizione e soprattutto il vocabolario dialettale. Ad essa si ricorreva in ogni momento, per sapere e disporre il che fare in qualsiasi occasione e situazione. Era una fonte ispiratrice per chiunque si accingesse a scrivere o a poetare sul paese.

Non a caso quasi tutti i libri sul tema portano la sua impronta e suggerimento. Basta leggere prefazioni e recensioni per rendersi conto della sua influenza ed apporto decisivo. Con lei se ne va un pezzo importante della memoria storica e della tradizione del paese. I funerali sono stati celebrati in pompa magna nel primo pomeriggio di ieri presso la rinascimentale Chiesa Matrice dell’Assunta, con tanto di messa cantata e musiche sublimi. Funzione, quest’ultima, seguita con commozione dal numeroso pubblico presente.

A sottolineare ulteriormente i pregi di Maria, ci ha pensato lo stesso parroco, Don Santino Di Biase, durante la sua articolata omelia. A suo dire, la defunta era una donna completa e piena di fede nel Signore. Quando c’era lei il buon umore contagiava un po’ tutti. Ed è per questo che tutti la volevano partecipe in qualsiasi manifestazione a carattere sociale e religiosa. La sua assenza, per motivi di salute, fortunatamente durata appena qualche anno, è stata avvertita dall’intera comunità ecclesiale. Tuttavia, dove l’assenza si farà sentire maggiormente è nell’organizzazione del Presepe Vivente.

A lei si faceva ricorso per mettere a posto un abito o aggiustare qualche recita che richiamasse la tradizione. Ora che non c’è più, la sua mancanza diventa assai dolorosa non solo per la famiglia, ma per tutta la cittadinanza. La presente testata esprime la più avvertita vicinanza ai suoi tre figli, ai nipoti e ai congiunti tutti. Addio Maria, ci mancherai assai, come animatrice e matriarca! (AntDV)