Un uomo, una storia: L’uomo di Hiroshima (e Nagasaky)

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Non c’è nulla da capire. Soprattutto quando si viene a conoscenza di storie assurde: in senso positivo o negativo. Sarà il destino o il caso, in entrambe le situazioni la nostra volontà non c’entra! I classici dadi lanciati in aria per poi cadere su una delle otto facce, dal valore più alto a quello più basso. Una volta si credeva sull’influenza lunare: nascere con la luna piena o meno, avrebbe condizionato la nostra vita. Senza parlare degli assurdi oroscopi, che non hanno nulla a che vedere con noi, gente che vive a migliaia di anni luce da costellazioni inventate anche quelle da noi.

E allora, perché la vita di alcuni fila liscia come l’olio e quella di tanti altri arranca per ogni secondo delle loro vite? Sembra che la nostra presenza sul pianeta Terra nulla aggiunga a tutto quello che già esisteva molto prima della nostra comparsa: altre pedine che occupano un’immensa scacchiera, dove quadrati neri e bianchi sono già da tempo riempiti da altrettante specie viventi come noi. Non si spiegherebbe diversamente.  

Tsutomu Yamaguchi. Un nome “innocuo” che nulla aggiungerebbe alla storia degli uomini. Uno come tanti. Ingegnere, come tantissimi altri. Nato nel 1916 e morto nel 2010, due date che ci danno un’indicazione ben precisa: ha avuto vita lunga, ben 94 anni!!! E chi vive per tantissimi anni?  Sarà stato fortunato, si capirebbe. Non lo sappiamo, ma sappiamo benissimo che visse per ben tre volte: prima di essere colpito dalla prima bomba nucleare. Poi la seconda vita: da quel momento e fino a quando venne colpito anche dalla seconda bomba nucleare. E poi da quel momento fino alla morte!!

Yamaguchi era a Hiroshima il 6 agosto 1945 per un viaggio di lavoro, quando uscendo fa un tram venne investito dagli effetti della prima bomba atomica sganciata dagli americani sul Giappone. Gli provocò notevoli lesioni, distrusse i suoi timpani, lo accecò seppure temporaneamente e gli lasciò gravi ustioni sulla metà superiore sinistra del suo corpo. Fu avvolto in bendaggi per le sue ferite e divenne completamente calvo. Fine della prima vita dell’ingegnere, durata: 29 anni.

Essendo vivo, rinacque a seconda vita, che iniziò quel giorno per terminare appena il giorno dopo, quando trovatosi a Nagasaki venne colpito (senza essere ucciso!!) anche dalla seconda bomba atomica sempre sganciata dagli americani. Fine della seconda vita, durata: 24 ore.

Da quel momento iniziò la terza vita dell’incredibile sopravvissuto fino alla morte, durata: 65 anni.

Il fatto strano è che le radiazioni subite dal corpo di Yamaguchi non ebbero nessun effetto letale. E allora come si può spiegare tutta questa assurda storia? Secondo me è semplice: con il DNA. È lui che decide come e quando moriremo (non in tutti casi, ma quasi). La doppia elica determina quello che molti chiamano destino? Se il discorso viene messo su un piano scientifico, e allora il destino esiste, in casi del genere. Ma non determina il mestiere che faremo o se saremo ricchi. In questi casi e in altri aspetti della vita di ognuno di noi, il destino è innocente!!

Non sappiamo nemmeno se una vita lunga è sinonimo di felicità: assolutamente no! E non sappiamo nemmeno di quanto mediamente deve essere lunga la vita di un uomo. Ma allora cosa sappiamo? nulla!! Semplicemente nulla! Ci culliamo delle nostre convinzioni che cercano di farci vivere felici in una comunità chiamata umanità. 

La vita di Tsutomu Yamaguchi è stata lunga, sorprendente, ha sofferto molto, e forse avrà goduto il giusto, non lo sappiamo. Ma sicuramente ha messo in crisi la convinzione che hanno in molti: che siamo noi gli artefici della nostra vita. Ma andate a f…!!!!!!! di cuore!

Mario Ciro CIAVARELLA AURELIO