Uno spot, una storia: Amaro Ramazzotti

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di Mario Ciro CIAVARELLA AURELIO  

Prima della Milano “da bere” degli anni ‘80, c’era un manifesto pubblicitario che era affisso in tutta Italia che metteva paura!! In piena guerra fredda (1974) la Ramazzotti, rinomata casa produttrice dell’amaro omonimo, reclamizzava il suo liquore di erbe usando i sosia di personaggi famosi. Come il Presidente Americano Nixon, il generale israeliano Moshe Dayan, il dittatore cinese Mao e l’altro dittatore cubano Fidel Castro.

All’epoca vedendo questa pubblicità non subito si capì che fossero dei sosia, soprattutto se si guardano bene Mao e Nixon: sono identici agli originali. Ma guardando con più attenzione quelli di Castro e Dayan sono chiaramente delle “copie” uscite male. Tanti anni fa non c’erano i pubblicitari di oggi che cercano assolutamente un nesso tra i prodotti da pubblicizzare e i soggetti fotografati, ma cercavano solo un effetto meraviglia!

Come dire: ma che ci fanno (o che c’azzeccano) quattro personaggi che nella realtà non potrebbero mai “digerire” insieme? Veramente l’americano e l’israeliano forse nelle realtà l’avranno anche fatto, ma gli altri due compagni cosa c’entrano? Oppure il discorso lo si poteva fare al contrario: cosa c’entra l’Oriente con l’Occidentale? Anche in senso di cordialità nel prendere un amaro insieme.

Nulla!! Non c’entravano nulla, ma il prodotto voleva far passare il messaggio che dopo tutto (guerre comprese) alla fine un digestivo ci stava! Strano come messaggio sia di pace che di invogliare la gente a comprare liquori. Non cercate se oggi esiste ancora questa pubblicità reclamizzata dai sosia di quei personaggi famosi: sono morti sia i sosia che i personaggi veri, ma sarebbe interessante sapere se esistono versioni diverse sempre dello stesso prodotto. Magari usando personaggi diversi famosi in quegli anni.

Forse l’Amaro Ramazzotti sarà stato pubblicizzato anche con altri sosia di personaggi come: il tennista Borg, il calciatore Pelè, il cardiochirurgo Barnard ed altri uomini che hanno lasciato il segno in quel periodo. Non lo sappiamo se ci sono pubblicità simili dell’amaro. Ma è molto probabile che non ci fosse una sola versione, ma almeno due, come spesso si faceva per qualsiasi prodotto in vendita soprattutto quando veniva lanciato per la prima volta. Come quella dell’amaro Jagermeister, in cui gli attori dicevano: “Bevo Jagermeister perché…” e c’era sempre un perchè! Quella pubblicità avrà avuto almeno una ventina di comparse/attori diversi!!     

L’Amaro Ramazzotti puntava a differenza della precedente, sulla qualità della reclame: non era molto popolare come spot, ma tendeva ad essere più elitario. Doveva rappresentare soprattutto la sua origine: Milano. E il capoluogo lombardo decenni fa era considerato la capitale morale e industriale d’Italia.     

La Ramazzotti aveva inventato una specie di “G4” in questo spot, avendo riunito per finta alcuni politici più famosi del pianeta. Quindi non stupiamoci che alla fine di tutto, nel bene e nel male, si possa finire bevendo un amaro.

In fondo è sempre un amaro. E in bocca quello rimane…