Rignano, accolto con commozione il racconto dell’epilettica in “Afferra la cima”

Print Friendly, PDF & Email

di Tonino DEL VECCHIO

Partecipato ed esaustivo incontro sul tema dell’epilessia, a Rignano Garganico, di cui si è già scritto. Il tutto, come noto, si è svolto l’altra sera nella locale chiesa di San Rocco, stracolma come non mai di pubblico selezionato ed attento. A porgere il saluto è stato il giovane sindaco Luigi Di Fiore che, dopo aver ringraziato vivamente gli organizzatori per la scelta del luogo, è entrato da subito nel vivo del problema, mettendo in rilievo l’umanità del ‘grande male’ e la predisposizione ad accogliere il prossimo come sé stesso. La parola è passata, quindi, al medico specialista, Giuseppe d’Orsi, coordinatore del Centro foggiano per lo studio e la cura dell’epilessia. Struttura, quest’ultima facendo parte della S.C. di Neurologia Universitaria del Policlinico “Riuniti”, diretta da Carlo D’Avolio.

Ed è stato il d’Orsi l’assiduo animatore e mattatore della serata, sintetizzando e semplificando al massimo l’argomentazione scientifica. Tanto da sconfiggere fin dall’inizio ogni perplessità al riguardo, sia sul piano della conoscenza del ‘male’, sia della prevenzione, sia della terapia. Come pure ha messo in guardia contro gli eventuali interventi fuori luogo messi in atto dai vari soccorritori del momento. Metodi spesso ereditati dalla tradizione, da pseudo – esperienze e soprattutto dall’ignoranza in campo medico-scientifico.

In caso di crisi epilettica, l’unico rimedio consigliabile è quello dell’attenzione, ossia impedire che il malato cada in malo modo o si possa fare male da sé medesimo e nel contempo avvisare il personale sanitario abilitato. L’epilessia è un ‘male storico’ ossia che esiste fin dagli albori dell’umanità e non è affatto disabilitante, se è vero come è vero che ne hanno sofferto grandi protagonisti.

Tra l’altro, Alessandro Magno, Giulio Cesare, Pietro il Grande, Richelieu, Giovanna d’Arco, Lord Biron, Flaubert, Dostoevskij, ecc. Tutto ciò, quasi a significare, che tra epilessia e genio, il rapporto è assai stretto. Si è passato man mano a commentare le scene di film o di video dove vengono esaminati casi di epilessia, da Cleopatra, Bianco, Rosso e Verdone”, “Ladri di Biciclette” per finire a “Bello, Onesto, Emigrato Australia Sposerebbe Compaesana Illibata” con Alberto Sordi, ecc. 

Su ognuno di essi c’è stato l’intervento puntuale ed appropriato dei componenti l’èquipe foggiana, composta oltre che dai medici Annarita Sabetta e Alessandra Lalla, dai Tecnici di Neurofisiologia, Teresa Di Claudio e Annarita Valenzano. Altresì, col supporto degli infermieri Carmela Bisceglia, Pio Guerra e Luigi Aucello, tutti contenuti nel palco – abside, momentaneamente trasformato in auditorium tecnicamente apparecchiato di ogni mezzo, dallo schema al computer. Perché a Rignano G.?

A questa domanda ha risposto in modo esauriente lo stesso d’Orsi, precisando che il numero maggiore dei Tecnici Fisiologi sparsi per lo Stivale è originario di questi luoghi, a cominciare dalla citata Di Claudio. Tutto questo, si deve all’opera di sensibilizzazione condotta con passione da Angelo A. Mastrillo, docente universitario in quel di Bologna e fondatore e presidente di lungo corso di detto Ordine. Infine, il discorso si è spostato sulla vasta letteratura al riguardo e sui libri. 

E a commuovere è stata la lettura di un passo scelto del volumetto-confessione “Afferra la cima” di Luigi da Cin e Chiara Capper, da poco in vetrina. In esso la protagonista ricorda ai compagni di scuola tutto il suo passato epilettico, scoperto durante l’infanzia. Ne sconfigge la paura fin dal suo insorgere, paragonandosi ad una barca in mezzo al mare in tempesta. Racconto accolto dai presenti da lunghi e scroscianti applausi, a significare di aver capito e recepito il tutto.