San Marco in Lamis, moglie di un paziente Covid scrive al Sindaco: «Dov’è la nostra privacy?»

«È giusto che tutti riflettano su un problema che può toccare ogni famiglia di ogni paese del mondo!».

Così il primo cittadino Michele Merla a Sanmarcoinlamis.eu nell’autorizzare il contenuto della lettera arrivata sul suo telefono dalla moglie di un nostro concittadino risultato positivo al Covid 19. Osserviamo le regole, aiutiamo in rigoroso silenzio chi ha più bisogno e, soprattutto, parliamo meno: presto torneremo ad abbracciarci più forte di prima. E sarà bellissimo.

Caro sindaco,

sono la moglie di un cittadino risultato positivo al Covid-19. Le scrivo due righe per spiegarle il mio stato d’animo di questi giorni. La prego vivamente di pubblicare, qualora lo ritenesse opportuno, questa lettera in forma del tutto anonima.

In questi giorni non facciamo altro che ricevere telefonate e messaggi: ne siamo bombardati! Lei dice: tutto normale!

Sì, se non fosse però per quei messaggi di persone che ci conoscono appena, ma scrivono “per sapere”. È quel “per sapere” che fa male! “Dicono che tuo marito sia il contagiato”.

Mi chiedo: dov’è la nostra privacy?!

Caro sindaco, io la prego vivamente di spiegare ai miei concittadini che, per noi sanitari, tutto ciò rientra nella “normalità”. La nostra normalità! Quella con cui facciamo i conti tutte le mattine che ci rechiamo a lavoro, dopo aver spento la sveglia delle 5.30. Per noi è normale avere a che fare ad esempio, con pazienti affetti da Tbc. Camice, mascherina, cappellino, guanti….e si lavora!

Tutto normale per noi. Ma forse per la gente di paese, che in questo momento pensa solo a parlare, sapere, non lo è! A malincuore le dico (e mi dispiace profondamente), che qui, nella nostra San Marco, l’«ignoranza» regna sovrana (mi lasci passare il termine).

Ringrazio chi ha parole di conforto per noi e chi, ogni giorno ci viene incontro, anche con piccoli gesti. Giusto per ribadirlo, qualora qualcuno ne fosse interessato: mio marito sta bene ora!

Caro sindaco, continui a svolgere il suo ruolo nel migliore dei modi, come ha sempre fatto. Un consiglio: più forze dell’ordine, più controlli, più sanzioni. E la nostra San Marco tornerà quella di prima.

La nostra Italia tornerà a splendere col suo Tricolore che tanto ci fa onore.

Nb: chiedo scusa se, in alcuni tratti, possa sembrare dura o ineducata, ma vi chiedo di concedermelo. Grazie.

Anonima

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