Via libera della Giunta regionale ai tamponi nei laboratori privati accreditati

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Il tampone che serve a fare la diagnosi Covid19 in caso di sintomi o contatti stretti, rimane un Lea e quindi è gratuito. Da oggi in Puglia chi volesse fare un tampone per sua personale sicurezza o per altre ragioni, potrà farlo liberamente, a pagamento.

La Giunta regionale ha stabilito infatti che i laboratori privati accreditati di analisi della rete Sars Cov 2 sono autorizzati all’esecuzione di test molecolari, per i soggetti asintomatici che ne facciano richiesta per motivi di lavoro, per motivi di viaggio e per richieste non correlate ad esigenze cliniche e di salute pubblica già disciplinate dai provvedimenti nazionali e regionali. Il costo è a totale carico del soggetto privato richiedente.
L’esecuzione dei test deve avvenire nel rispetto delle specifiche prescrizioni previste dalle leggi.

La tariffa massima applicabile è quella stabilità con la DGR 652/2020, ovvero 80 euro, in attesa che l’apposito tavolo tecnico ne confermi la congruità alla luce degli attuali costi di mercato.

L’eventuale esito positivo del test deve in ogni caso essere comunicato al Dipartimento di prevenzione competente da parte del laboratorio di esecuzione per la messa in atto delle azioni di contenimento del virus e per l’analisi epidemiologica.

“In Italia, e quindi anche in Puglia – dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – il tampone che serve all’analisi molecolare per la diagnosi del Covid è gratuito. È gratuito quando è indicato, cioè quando ci sono dei sintomi particolari oppure il soggetto è un contatto stretto di un positivo. Questo è il sistema che tiene in piedi tutta la salute pubblica. È chiaro che ci sono anche dei casi in cui un cittadino può avere desiderio di usufruirne a prescindere da un’indicazione specifica o da sintomi che fanno sospettare l’infezione. In questo caso, abbiamo pensato che fosse giusto consentire ai pugliesi di accedere ai laboratori privati accreditati, per togliersi un dubbio o per costruire il loro progetto di salute e di verifica della loro negatività, in modo da rispettare la Costituzione e quindi consentire a tutti, come accade per altre prestazioni sanitarie come radiografie o analisi del sangue, di ottenerle liberamente”.

“Attualmente – ha aggiunto Emiliano – la tariffa massima che è possibile applicare in questi casi è di 80 euro, ma la giunta ha immediatamente dato disposizione all’assessore Pierluigi Lopalco di sottoporre a verifica questa tariffa, che risale al tempo in cui il costo dei reagenti era piuttosto elevato a causa della scarsità sul mercato. Quindi siamo al lavoro anche per poter diminuire questa tariffa massima. Il che non vuol dire che questa tariffa debba essere per forza applicata, ci auguriamo anzi che i laboratori privati accreditati siano da questo punto di vista già da subito trasparenti e coerenti con i costi effettivi dell’effettuazione di queste analisi”.

“Oggi inizia la mia nuova avventura nella Giunta della Regione Puglia – ha detto l’assessore alle Politiche della Salute Pier Luigi Lopalco – è un momento particolare, è un momento critico, non soltanto per noi pugliesi, non soltanto per noi italiani, ma per tutta l’Europa e per il mondo intero. In Europa in particolare siamo in piena seconda ondata e l’Italia, ormai seguendo lo stesso destino di altri Paesi a noi vicini, come Regno Unito, la Francia, la Spagna, si trova a vivere in questi momenti la seconda ondata. Un appello a tutti i cittadini: dobbiamo aiutarci. Noi che rappresentiamo la sanità pubblica, dobbiamo aiutare a prevenire l’impatto sul sistema ospedaliero. Un sistema che deve continuare a lavorare. Ma il risultato lo possiamo raggiungere solo con l’aiuto di tutti i cittadini. Cerchiamo di essere prudenti”.

TAMPONI A PAGAMENTO? SIAMO IN MANO A PRINCIPIANTI SPROVVEDUTI

La reazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo

“Se si pensa di fermare la crescita esponenziale della diffusione del virus con i tamponi a pagamento, siamo di fronte a principianti sprovveduti. Questo è il momento di includere la rete dei laboratori privati in una rete pubblico-privata coordinata dai dipartimenti di prevenzione ed è il momento di investire sui tamponi rapidi. Il tutto senza alcuna spesa per i cittadini.

L’introduzione diffusa dei tamponi rapidi nei luoghi di lavoro a cura dei medici competenti e nei luoghi di vita a cura dei medici e dei pediatri di famiglia costituirebbe un valido screening di massa. I casi positivi se confermati con il tampone PCR delle ASL o dei laboratori privati autorizzati sarebbero isolati e così otterremmo un forte contrasto alla diffusione del virus perché terremmo in giro solo soggetti negativi e potremo evitare qualsiasi lockdown.

Ci vuole coraggio e competenza: il coraggio di unire tutte le forze pubbliche e private sotto l’egida e la spesa del servizio sanitario regionale e competenza che ora vedo di tipo ragionieristica ovvero orientata a far pagare i cittadini quando invece deve essere competenza di sanità pubblica e i provvedimenti di Sanità pubblica non sono mai a carico del cittadino. Eppure non ci vogliono scienziati per capirlo”.