La rabbia di Arcangela: «Io vedova di una vittima innocente di mafia dovrei andare in Sicilia per il concorso scuola: rinuncio»

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di Tatiana BELLIZZI (bari.repubblica.it)

Lei precaria, il marito fu ucciso a San Marco in Lamis perché testimone di un agguato. “Non ho nulla contro la Sicilia, ma per andare a Bagheria partirei tre giorni prima, perché non rinviare tutto?” “Vorrei chiedere alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina perché ha indetto questo concorso in piena pandemia, come se non ci fosse più un domani. Eppure tante altre opzioni potevano essere valutate: aspettare tempi migliori, riattivare il doppio canale, attivare un corso di formazione abilitante”.

Arcangela Petrucci (foto) vedova di Luigi Luciani, l’agricoltore assassinato, insieme al fratello Aurelio, il 9 agosto 2017 a San Marco in Lamis perché entrambi testimoni di un agguato mafioso, è una delle migliaia di insegnanti precarie della scuola che aspetta di essere stabilizzata. Ma è soprattutto una che non le manda a dire. Il prossimo 12 novembre avrebbe dovuto sostenere il concorso straordinario abilitante. Per la paura del contagio ha scelto, infatti, di non partecipare alla prova di ammissione. “Ho solo sentito decantare quanto sia sicuro il protocollo messo in atto nelle varie sedi di esame – afferma Arcangela – ma nessuno si è mai degnato di parlare del rischio contagio dovuto ai tanti spostamenti a cui stanno sottoponendo migliaia di insegnanti”.

Infatti, proprio per effetto dell’aggregazione delle regioni Arcangela Petrucci sarebbe dovuta andare in Sicilia. “Dovrei andare a Bagheria – dice – Non ho nulla contro la Sicilia, ma vi spiego le mie eventuali tappe per recarmi a destinazione: da San Marco in Lamis devo arrivare alla stazione di Foggia. Da Foggia in treno verso Bari, poi con i mezzi pubblici dovrei raggiungere l’aeroporto. Volo Bari-Palermo, poi una volta lì a bordo di un pullman arriverei a Bagheria. In pratica – commenta – dovrei partire tre giorni prima della prova, esponendomi a tutti i rischi del caso e, ovviamente, augurandomi anche che il giorno dell’esame la mia temperatura corporea non sia superiore a 37.5″.

Arcangela spera, in cuor suo che il concorso venga sospeso. “Se devo scegliere tra preservare la mia salute o assicurarmi un lavoro a tempo indeterminato preferisco la salute. Che vergogna – riprende – indurre in questo particolare momento migliaia di persone a fare questa scelta, creando così ulteriori disguidi, disuguaglianze, paure, ulteriori stress. Salute e lavoro sono diritti di ogni singolo cittadino sanciti dalla Costituzione”, conclude.