Giuseppe Conte, un Presidente non meteora

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di Mario Ciro Ciavarella Aurelio

Iniziamo a dire che fare il politico non è un mestiere semplice. Per chi non è “tagliato” per una professione del genere, si suda!! Il Presidente del Consiglio uscente ha governato l’Italia per quasi tre anni E ne è uscito per un fatto “personale” tra lui e Matteo Renzi, da Rignano (non Garganico) sull’Arno. Più che personale, un fatto che solo Renzi conosce bene. Così è la politica… Non pensiate che i politici pensino sempre al bene comune!!! (scordatevelo!!!), pensano soprattutto alla poltrona!! A mettersi sotto i riflettori e davanti ai microfoni (sono vanitosi). E poi a tutto il resto!!

Giuseppe Conte si è ritrovato a ricoprire un ruolo fondamentale in un periodo storico molto particolare: il Movimento 5 Stelle per la prima volta governava la nostra Nazione! Conte venne scelto dalla “società civile” non avendo mai fatto parte di un partito politico. Quindi di “natura” non è un politico! Ha accettato questa sfida sapendo che non sarebbe stata facile: si doveva dimostrare soprattutto competenza e onestà verso un Paese che cercava da decenni politici competenti e onesti.

Sembrava che fossero stati trovati. Ma come spesso accade, non sempre i buoni propositi vengono spesso mantenuti nel tempo: anche nel Movimento 5 Stelle ci sono state delle defezioni e delle scelte politiche discutibili. Però Conte ha mantenuto la retta via ed è andato avanti.

Improvvisamente Matteo Salvini lascia il Governo e passa all’opposizione(!?) Anche questa nuova situazione non ha trovato risposte univoche. Salvini è impazzito? Sta pensando di creare problemi ai suoi alleati di Governo costringendoli a riottenere la fiducia degli italiani con una nuova tornata elettorale? Vuole espatriare per vedere se fosse facile rientrare in Italia con mezzi di fortuna?? Quasi nessuno ha capito questa strana “trovata” di Salvini di allora.

Poi è arrivata la pandemia che sembrava inizialmente avesse colpito solo l’Italia e la Cina(!?) Ma con il passare del tempo il Coronavirus ha interessato tutto il pianeta. E Conte sempre lì, a parare tutti i pareri negativi che gli piovevano addosso da ogni dove, per non sapere affrontare il pericolo pandemia (come se fosse facile…) Siamo stati il primo Paese al mondo a chiudere realmente tutto per oltre due mesi. Gli altri Paesi hanno gestito un lockdown senza dubbio molto discutibile: non hanno mai chiuso del tutto, e gli effetti li vediamo ancora oggi…

Conte ha continuato a governare in tutto questo marasma che aveva miscelato nel tempo: crisi di Governo con la Lega, Pandemia e poi i continui attacchi di Matteo Renzi che, se non comanda e non parla in inglese (a modo suo!!) si sente male!! E infine ci ritroviamo in una Nazione che per la prima volta dal Fascismo è governata dal Partito Unico Italiano (P.U.I.). Dove quasi tutti i partiti politici rappresentati nel Parlamento, ne fanno parte.

Ditemi se tutto questo, un non-politico come Giuseppe Conte, lo avrebbe gestito meglio. Impossibile: sarebbe andato via da tempo! Per essere un politico “di razza” bisogna esserlo di natura: non si può diventarlo strada facendo, è molto difficile e spesso si va contro la propria dignità. Quando tra decenni i ragazzi di oggi sentiranno parlare di Giuseppe Conte, non crediate che non ricorderanno tutto quello che è successo durante il suo mandato quale Capo del Governo. Anzi, credo che nel tempo, la politica che verrà, sarà peggiore di quella di oggi. Considerando che purtroppo il Movimento 5 Stelle è ormai diventato un “partito politico” come gli altri.

Il Presidente Conte non sarà stata una meteora della politica italiana: verrà ricordato come quello che ha combattuto contro la pandemia, ha dovuto fare in fretta e furia un rimpasto di Governo per continuare a governare un’Italia che spesso è ingovernabile, si è confrontato con gli altri Capi di Stato di tutto il mondo ricevendo spesso lodi per il lavoro svolto. E sarà ricordato anche come quello che ha ammesso la “sconfitta” contro Matteo Renzi.

Non sono curioso di sapere cosa penseranno i giovani di oggi tra qualche decennio quando vedranno una foto di Matteo Renzi, per cosa sarà ricordato. Forse come quello che voleva per forza dire la sua. Non solo in italiano e nemmeno alle tv italiane. Ma dire quello che pensava in Mondovisione. E poi basta…