Seconda adunanza della ”Carta di Calenella”, «La triste decadenza delle biblioteche»

Numerose biblioteche dei Comuni della Provincia di Foggia sono chiuse,  “Torniamo ad investire nella cultura e nell’educazione”, gli operatori del settore biblioteche chiedono assunzioni e più risorse per acquistare libri e materiale multimediale.

Si è tenuta a San Nicandro Garganico, giovedì 20 gennaio, la seconda “Adunanza” della Carta di Calenella, incontro culturale che si è incentrato sul ruolo delle biblioteche all’interno del sistema culturale. Tante le riflessioni che sono scaturite  dai sottoscrittori della Carta nel convegno tenuto nel suggestivo auditorium Santa Maria delle Grazie.

“Serve una nuova e maggiore attenzione delle istituzioni verso le biblioteche, su un territorio dove sono troppe quelle chiuse- il messaggio di fondo scaturito dal dibattito–  e parte delle biblioteche attive devono porsi come soggetti pro attivi sui territori, stimolando la domanda culturale”. Troppe le biblioteche chiuse in Provincia di Foggia, dunque, molti Comuni non investono nella cultura e in personale che potrebbe animare le biblioteche. Molti sono i giovani che si formano e poi vanno a lavorare fuori dal territorio. Sono questi alcuni dei temi emersi nell’incontro organizzato dal gruppo di studio.

Si è  discusso anche dei diritti di pesca sul lago di Varano, della comunità ebraica di San Nicandro Garganico, dei viaggi vittoriani e del Risorgimento.  «Saperi che si mischiano e apparentemente si contaminano- come scrive il promotore dell’iniziativa, l’archeobotanico Nello Biscotti (in foto di copertina a sinistra con il Professore Salvatore Ritrovato) è la filosofia della Carta di Calenella.  Nella storia del pensiero umano si sono commessi errori anche nel modo in cui si sono organizzate le conoscenze, spesso tenute separate, la psiche dal corpo, la fisica dalla mente.  Non c’è corpo senza mente, non c’è psicologia senza le neuroscienze, dice Massimo Cacciari. Continuiamo a tenere separati umanesimo e scienza.  La Carta di Calenella vuole sperimentare una conoscenza olistica, necessaria oggi per utilizzare tutti i saperi umani, dall’arte, all’estetica, alla filosofia alla poesia, alla scienza.  Mai come oggi abbiamo bisogno di tutta la bravura umana, del suo sapere scientifico. Invece, purtroppo, si moltiplica la soggettività. Sono queste le sfide della Carta di Calenella». Conclude Biscotti.

Il gruppo di studio garganico, La Carta di Calenella è nato il 18 giugno 2021, presso il Camping Calenella, nel cuore del Gargano, dove numerosi studiosi della realtà garganica e dintorni, di diversi ambiti disciplinari spazianti dall’ambito scientifico, tecnico, umanistico, giuridico, economico e sociale, si sono incontrati con l’obiettivo di condividere i propri percorsi di studio e di ricerca al fine di conservare e sviluppare conoscenze, dati e informazioni relativi agli aspetti culturali, sociali, storici e scientifici, caratterizzanti il contesto e il territorio delle comunità presenti. Dall’incontro di Calenella è  matura la necessità di un manifesto, la “Carta di Calenella”. (fonte: ilfattodelgargano.it)

 INTERVENTO DI GIUSEPPE SOCCIO (SPOSTARE LA TIMELINE VIDEO SU – 2h.40′.00”)

 

 

 

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