Nick Petruccelli ritorna a Roma con le sue opere migliori

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Nick Petruccelli torna di nuovo ad esporre le sue pregevoli opere pittoriche e miste in quel di Roma. Lo farà presso la galleria d’arte”L’Acquario” in via Giulia, 178, dal prossimo 16 novembre fino al  7 dicembre, mettendo in mostra una trentina di opere miste con  pitture al nitro e a rilievo. L’anzidetta  personale potrà essere visionata dalle ore 16.00 alle 20.00 e su prenotazione nei giorni festivi.

E questo in considerazione del fatto che in siffatto orario e giorni la gente è più libera e circola di più nella Capitale. Come si ricorderà, a Roma l’artista c’era già stato all’inizio dell’anno, avendo partecipato alla mostra  sulla Shoah, allestita presso l’omonimo Museo. Lo aveva fatto con tre quadri specifici rilevati dalle sue collezioni sul tema “Fabbriche della Morte e “grande bluff”. Opere che, nonostante l’esiguità, hanno avuto un lusinghiero successo partecipativo e di critica. E ciò per via non solo di storia, ma anche per la drammaticità espressiva delle sue singolari opere. Il dolore è qui rappresentato nella sua caratteristica crudezza, dovuta in parte alla sua approfondita visione del mondo, ormai del tutto disumanizzato dalla perdita dei valori e all’affermazione del Dio denaro e del consumismo. Nella novella mostra il discorso cambia e si fa più ragionato e lineare, influenzato com’è, oltre che dall’andamento della sua vita privata, soprattutto dall’acquisizione continua di tecniche nuove, dalla crescita artistica complessiva e soprattutto dall’ispirazione, che lo spingono di volta in volta a cambiare tecniche e temi. La mostra odierna comprenderà, quindi, in massima parte opere riferite alla collezione “Tempi ed eternità” del 2007 (Presente e Futuro, Passato e Futuro, Surreale, ecc.) e per il resto opere cosiddette primitive attinenti alla simbologia totemico-arcaica risalente alla sua esperienza giovanile australiana degli anni ’60 e al geometrico astratto e verticale degli anni a seguire. Pare che ad essere esclusa sia la collezione più recente, ossia quella realizzata dal 2008 ai giorni d’oggi, fuori dal Catalogo, edito nello stesso anno, per i tipi di Claudio Grenzi editore di Foggia. L’ultimo periodo produttivo è caratterizzato dalla cosiddetta arte sacra, con ispirazione prettamente al cristianesimo e agli episodi evangelici più eclatanti, rappresentati sia con l’applicazione di tecniche tradizionali, come gli alto rilievi su legno, sia quelle pittoriche olio su tela, sia quelle realizzate con i resti della materia post-industriale o rimesse a nuovo con pitture acriliche a basso e ad alto rilievo. Infine, faranno da corollario  le realizzazioni di tipo geometrico astratto e in verticale. Tra le collezioni d’arte della prima ora vanno segnalati anche gli acquerelli ispirati per lo più a temi paesaggistici e a viste panoramiche dei centri urbani. La raccolta comprende quasi tutti i paesi del Gargano, presi a ruba dagli acquirenti per la loro significativa semplicità e bellezza. Ecco la sua breve biografia umana ed artistica. Nick Petruccelli nasce nel 1940 a San Marco in Lamis, dove attualmente vive e lavora nella sua ampia casa-bottega (al momento anche Galleria-Museo).  Fin da piccolo, dopo aver frequentato prima  le Scuole Elementari e poi quelle di Avviamento professionale, si butta nel lavoro, esercitando i  più svariati mestieri. Lo fa  per contribuire all’economia familiare. Negli anni ’60, appena ventenne,  prima emigra  in Germania e poi in Australia. Qui, spinto dal fratello Peter, noto artista, di giorno lavora e di sera frequenta una scuola d’arte. In breve tempo riesce a impadronirsi di svariate tecniche artigianali, pittoriche e scultoree. Infine , rientrato in Italia, mette su famiglia nel 1969. Si dedica, quindi,  completamente all’arte e all’artigianato, rivelandosi particolarmente versatile nell’uso dei materiali, pietra, argilla, legno, metalli. Sue sculture, a basso, altorilievo e tutto tondo sono in edifici pubblici di varie città italiane, da Trento a Manfredonia, da Verona a San Giovanni Rotondo. Un suo reliquiario in noce è esposto nella Cappella del Transito della Basilica di Santa Maria Maggiore in Assisi;  un grande Cristo in legno di noce campeggia nella Sala del Consiglio della Regione Puglia, a Bari, ed altri quadri ancora. Nel 1980 crea nel suo paese un laboratorio artigianale per i giovani, durato dieci anni, con corsi di disegno, scultura e ceramica. I temi delle sue opere riguardano in particolare, come sopra accennato,   la guerra, la violenza, il dolore. Temi, questi ultimi, bene espressi e rappresentati  nella serie pittorica sulla Shoah, sulle Foibe e sugli Orrori della guerra in generale. L’altro grande tema  al centro dei suoi interessi è la ricerca spirituale dell’umanità, indagata fin dagli albori, come in Spiritualità arcaica. Si tratta di una tematica di tipo religioso, che dà vita a sculture di legno, come un Cristo del 1972, la Madonna del Carmine nell’omonima chiesa di Rignano Garganico e Salus infirmorum in cemento per l’Ospedale di San Marco in Lamis e, nei tempi più recenti,  tantissime altre opere similari adornano il vicino Santuario Francescano di San Matteo, oltre ad alcune  commoventi scene del Vangelo secondo Matteo, realizzate tempo addietro su legno nella sagrestia. In complesso la sua produzione ammonta ad oltre un migliaio di esemplari.

N.B. Nella foto: Nick Petruccelli, una rappresentazione della sezione “Tempo ed Eternità” (foto dalla locandina di Felice Nardella, 2018)

Antonio Del Vecchio