Foggia: la Shoa si commemora con l’arte di Nick Petrucelli

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La Shoa si commemora con l’arte di Nick Petrucelli , a Foggia. A promuovere l’iniziativa ci hanno pensato due benemerite istituzioni del posto: la Fondazione Monti Uniti (già Banca del Monte) e Musicalia. Tanto per ricordare la Liberazione degli ebrei dal famigerato  campo di sterminio di Auschwitz.

La stessa, come noto, avvenne il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe alleate. Da qui la “giornata del ricordo o memoria” che si rinnova annualmente in ogni dove, con l’intento non tanto celebrativo e formale,  quanto educativo e partecipativo, ossia per inculcare nelle giovani generazioni l’avversione contro  ogni forma di razzismo e di odio, sino a propenderne la distruzione fisica e morale dell’antagonista, specie se diverso.  La mostra sul tema sarà esposta da domenica 27 gennaio (giorno del ricordo) fino al 15 febbraio (chiusa solo nei giorni festivi) presso la sede della Fondazione sopra citata, ubicata  in  Via Arpi,152, cuore pulsante del centro storico della città. L’inaugurazione sarà preceduta, alle ore 10, 30 da un concerto di musiche di John Williams, con l’interpretazione di Laura Aprile (violino) e Nunzio Aprile (pianoforte). Sono melodie che si addicono al momento e al tema, perché permettono agli ascoltatori di immaginare e partecipare al dolore, al tormento e all’angoscia provati dai perseguitati. Seguirà a ruota la cerimonia inaugurale della mostra artistica con il rituale coro degli interventi da parte dei  rappresentanti istituzionali, dei sodalizi organizzatori e degli esperti. L’esposizione di Petruccelli si compone di 38 quadri, di cui tre già esposti con successo lo scorso anno al Museo della Shoa in Roma, in massima parte ispirata ai campi di sterminio e per il resto alle foibe. Ciò a significare che la creatività vera è libera e non  si lascia mai imprigionare dalle posizioni ideologiche. Ed è proprio per questo che gli organizzatori hanno scelto l’autore. Non solo, ma anche perché – secondo quanto hanno scritto i critici – le opere in questione acrilico-scultoree  riescono ad esprimere con il loro aspetto primitivo (una caratteristica fondamentale dell’arte in parola) il concetto dell’orrido e del bestiale concepito e praticato dai carnefici e nel contempo il dolore inumano ed atroce delle vittime dipinto sui loro volti e le loro carni rattrappite e contorte. In proposito è stato redatto, a cura  di Gaetano Cristino, un opuscolo esplicativo che racchiude la carrellata odierna ed alcuni scritti critici significativi. Così da aiutare il visitatore a leggere in modo agevole i significati reconditi di ogni singolo pezzo, accrescendo le sue emozioni e il coinvolgimento interpretativo.  Lo stesso è  prefato con sottigliezza e incisività da Aldo Ligustro, presidente della predetta Fondazione.

Antonio Del Vecchio