Una foto, una storia: quello che vide alla fine John Lennon

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Quando muore una legenda, è difficile capire cosa sia successo realmente. Spesso le testimonianze non sono univoche, ma dense di particolari che a volte si contraddicono. Iniziando dalle ultime parole del personaggio che è scomparso: “Ha detto esattamente quelle parole”. “No, prima di morire non disse nulla”. Viene il dubbio che quella persona non sia nemmeno morta “per davvero”. Anche perché, quando si parla di personalità conosciute in tutto il Mondo, scomparse improvvisamente, i dubbi ti vengono!

Nella foto vediamo degli occhiali insanguinati messi sul davanzale di una finestra, la leggenda/storia dice che sono appartenuti a John Lennon fino a pochi minuti prima del suo assassinio. E che la compagna del cantante, Yoko Ono, li avrebbe messi lì, dopo averli raccolti da terra vicino al corpo senza vita del suo compagno. Il tutto pochi minuti dopo la morte di Lennon.

Secondo un’antica usanza giapponese, gli occhiali ai defunti si tolgono per permettere all’anima “di vedere meglio nell’oscurità della notte”. Questo tipo di occhiali si chiama “Teashades”, e sembra che aiutino a “camuffare” la gente che fa uso di droga, rendendo lo sguardo non alterato.

Quegli occhiali sono stati appoggiati ad una finestra per guardare il Mondo in modo “macchiato”: il sangue del cantante è rimasto chissà per quanto tempo su quelle lenti. Una vista sporcata dal rosso di un corpo ormai senza vita, e che è rimasta così sporca da farci capire che qualcosa di grave è avvenuto poco prima.

Si capisce bene che quel sangue non è caduto dall’alto accidentalmente chissà come e perché, ma è un sangue che è stato schiacciato sul viso, premuto da una tale forza che non lascia dubbi sulla violenza esercitata da un uomo contro un altro. Non sappiamo con quale sguardo sia morto John Lennon: con gli occhi ancora aperti sulle vite degli altri, oppure   chiusi.

E se le mani del cantante istintivamente siano andate su quelle lenti per rendere più chiara la visibilità. Non sappiamo quale sia stata l’ultima immagine riflessa da quegli occhiali. E se mai, Lennon, abbia per un solo istante ricordato nella sua mente, anche per pochi istanti, qualche parola di “Imagine”.

Quella canzone che dice: “Immagina che non ci sia nessun paradiso / E’ facile se ci provi / Nessun inferno sotto di noi / Sopra di noi solo cielo / Immagina che la gente viva per il presente…”

Mario Ciro CIAVARELLA AURELIO