Monte Sant’Angelo, amministratori nel mirino: nuove minacce al sindaco d’Arienzo e all’assessore Rignanese

Print Friendly, PDF & Email

Tornano le intimidazioni agli amministratori del Comune di Monte Sant’Angelo: un teschio umano con minacce di morte rivolte al sindaco di Monte Sant’Angelo Pierpaolo d’Arienzo (e alla sua famiglia) e all’assessore Generoso Rignanese, è stato rinvenuto alla frazione di Macchia, presso l’edificio che funge da sede della delegazione del Comune.

La raccapricciante scoperta è avvenuta nelle prime ore del pomeriggio di ieri. “Oggi è una giornata triste, di quelle che vorresti cancellare – ha dichiarato il sindaco d’Arienzo – un atto intimidatorio che ci riporta nello sconforto e che prova a seminare paura. Ora siamo qui dai carabinieri perché è solo con la legalità che si risponde a questi atti vili di chi prova a minare la serenità di un sindaco, di un assessore. A queste persone voglio solo dire: non ci fermerete, noi andiamo avanti nel nostro lavoro; lo dobbiamo a noi stessi, alle nostre famiglie e alla comunità che ci ha dato fiducia. Noi non ci rassegniamo. Noi non ci arrendiamo!”

Tra i primi ad esternare solidarietà al sindaco è stata la sezione locale di Forza Italia: “Ancora una volta Monte Sant’Angelo è stata ferita, perché la minaccia alla massima autorità cittadina – hanno scritto gli azzurri- è minaccia a tutta la città. Al sindaco Pierpaolo d’Arienzo e all’assessore Generoso Rignanese va la solidarietà e la vicinanza di FI”.

Purtroppo episodi simili rivolti agli amministratori comunali non sono nuovi in città.

L’ultimo in ordine di tempo risale a novembre scorso quando l’auto sempre dell’assessore Generoso Rignanese fu rigata da ignoti, riportando pesanti danni. Ma a Monte t’Angelo il ricorso agli atti vandalici per scopi intimidatori ai danni di amministratori di ieri e di oggi e alle associazioni, è un andazzo difficile, a quanto pare, da estirpare. Non vanno infatti dimenticati i due incendi di giugno 2018 che animarono la cronaca nera della città. Tra il 20 ed il 22, due auto (fiamme peraltro appiccate in pieno giorno e dinanzi al Palazzo di Città) furono bruciate: la prima di proprietà del capo settore del Comune Mimmo Rignanese e la seconda (il rogo fu appiccato a due giorni di distanza) sempre del sindaco Pierpaolo D’Arienzo. Ma a finire sotto le fiamme anche strutture comunali come l’area ecologica di via Cimitero alla periferia della città. Era la metà del mese di dicembre scorso. Ed era tra l’altro la seconda volta che appiccavano il fuoco: la prima risaliva alla notte tra il 12 e il 13 luglio 2018.

Francesco Trotta