Roberto Cacciapaglia / Diapason

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(Believe Distribution Services)

Cacciapaglia è considerato un musicista storico nel panorama italiano, certamente non in quello della musica leggera ma dell’avanguardia nonchè della classica e della ricerca. Il disco che ce l’ha fatto conoscere fu SONANZE e siamo nel 1975, il primissimo disco quadrifonico pubblicato in Italia, distribuito dalla PDU di Mina e originariamente inciso per una casa discografica tedesca, la Ohr di Rolf-Ulrich Kaiser che già pubblicava artisti di prestigio della Cosmic Music come gli Ash Ra Tempel, i Popol Vuh, i Cosmic Jokers e i Wallenstein, tanto per citare i più noti.

Impossibile quindi non citare quest’opera prima di parlare dell’ultimo lavoro, opera che era una suite in dieci movimenti per strumenti elettronici, coro e orchestra,un perfetto esempio di Krautrock come si diceva allora e che è stato rimasterizzato una ventina di anni fa agli Abbey Road studios e ripubblicato in cd con ben 15 bonus track. Precedentemente Cacciapaglia aveva collaborato con nostri musicisti più di ricerca come nel tour di Pollution di Franco Battiato e successivamente per l’album Vox di Giuni Russo. Dopo aveva fatto opere fondamentali come  SEI NOTE IN LOGICA (para cuatro voces, grupo instrumental y computa dora) un album decisamente minimalista alla Phillip Glass (aveva portato nei concerti anche la celebre suite In C di Terry Riley) disco che fu apprezzato soprattutto all’estero, in particolare negli Stati Uniti e in Giappone.

Cacciapaglia con questo Diapason arriva a 17 album senza contare le sei opere classiche e decine di spot pubblicitari, alcuni veramente assai noti ma raggiunge la vera popolarità in Italia solo con le musiche, un best, utilizzate per l’EXPO 2015 di Milano appunto con l’album “TREE OF LIFE”. Già su questo sito circa tre anni fa recensimmo il suo penultimo lavoro ATLAS una collection che però ignorava quasi del tutto gli album, pur notevoli, usciti negli anni ’80 e ’90, e qui citiamo gli ottimi “Generazioni del Cielo”, “Arcana” e “Tempus Fugit” nonché album più rock come “Angelus Rock”, l’album dedicato a quelli che il nostro riteneva gli eroi del rock. Le cosiddette “Opere” sono certamente per un pubblico ristretto ma “Transarmonica” o anche il curioso album per Ann Steel ebbero una certa rilevanza popolare come pure “Quarto Tempo” del 2007 che fra l’altro conteneva anche brani di Incontri con l’Anima di quattro anni prima o “Canone degli Spazi” album del 2009. Citiamo ancora “Ten Direction” il lavoro del 2010 in cui c’era ancora una volta Wild sideHandel Hendrix HouseDouble vision (uno spot per la Fiat Uno), Figlia del cielo Luminous night e l’album “Alphabet” del 2014 in cui non si discosta molto dai precedenti e dalla  collaborazione con la Royal Philarmonic Orchestra.

Questo disco, registrato presso gli Abbey Studios di Londra come del resto alcuni altri album precedenti a partire dal 2007, contiene 12 brani decisamente d’atmosfera, in alcuni il nostro è supportato, come in Morning is Born Tonight, Innocence o in A Gift, dalla voce delicata e sussurrante di Jacopo Facchini, un navigato e valido controtenore. Altri brani di questo lavoro, che Cacciapaglia presenterà anche in un pomposo tour mondiale, il Diapason Worldwide Tour 2019, sono per pianoforte soltanto mentre la maggior parte vede la partecipazione, come dicevamo, della summenzionata orchestra britannica magistralmente diretta dal mitico Michele Fedrigotti che ricordiamo soprattutto ne L’Egitto prima delle sabbie di Battiato.

Nicola M. Spagnoli