San Marco Evangelista torna alla comunità

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La scultura lignea policroma del patrono di S. Marco in Lamis rientra in situ dopo il restauro.

Lo scorso 24 aprile 2019, a San Marco in Lamis in Piazza del Municipio, c’era un ospite particolare: la statua di San Marco Evangelista, che risplendeva nell’azzurro cielo sammarchese, con lo stemma del leone che si stagliava sulla facciata del Palazzo di città. Fiero nelle sue vesti lignee originali e nel suo viso ritrovato (vedi foto-copertina), il Santo è tornato nella chiesa S.S. Annunziata dopo un anno di restauro, seguito da una emozionante processione, portato a spalle dai confratelli e accompagnato dal Primo Cittadino e la cittadinanza tutta. Il sindaco, dott. Michele Merla, ha invocato il Santo patrono con una toccante preghiera che poneva l’intera città e tutti i sammarchesi sotto la protezione dell’Evangelista.

Un applauso incessante nell’aula della Chiesa Madre ha dato avvio all’attenta presentazione degli interventi di restauro eseguiti dalla restauratrice dott.ssa Daniela Pirro, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di BAT e FG. Un lavoro lungo ed elaborato il restauro del San Marco, a causa dei diversi strati di policromie non originali e delle manomissioni subìti negli anni dalla pregiata statua lignea, databile alla seconda metà del XVIII sec. ed ascrivibile alla scuola scultorea napoletana.

Diverse le fasi illustrate dalla restauratrice: dalla rimozione delle pellicole sintetiche applicate, alle tecniche di pulitura, alle ricostruzioni plastiche, fino alle reintegrazioni delle lacune con la tecnica pittorica del Rigatino a selezione cromatica. Stupisce tutti gli spettatori, in chiusura, la comparazione tra le immagini del simulacro prima e dopo il restauro: le forme e i tratti grossolani del pre restauro cedono il passo all’incarnato originale, con i tratti gentili del viso (vedi foto-copertina), i dettagli delle mani e la bellezza del blu ceruleo del manto e del rosso cinabro della veste, il Vangelo con l’incipit evangelico di San Marco ed il leone, in moléca, vale a dire accovacciato, ai piedi del Santo, secondo l’iconografia propria del tetramorfo.

Tra i presenti, il Direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali ed Ecclesiastici, l’Architetto Antonio Ricci, che ha seguito tutte le fasi del delicato restauro con perizia ed attenzione e si è fatto portavoce dei saluti della Diocesi

L’opera è stata riconsegnata alla collettività grazie alla generosità di un sammarchese illustre, il prof. Pietro Fratino, da anni residente a Pavia, e alla sensibilità dell’Amministrazione comunale, del Comitato Feste patronali, di don Pietro Giacobbe, don Michele Radatti e Antonio Daniele.

L’Amministrazione comunale, nella persona del Primo Cittadino, ha voluto manifestare, con un leone d’argento, la propria riconoscenza al benefattore per non aver dimenticato le proprie origini ed aver permesso a tutta la cittadinanza di ritrovare un bene tanto pregevole.

Una statua che torna alla propria comunità nella sua autenticità diviene allo stesso tempo simbolo rinnovato e nuova icona di coesione; ed è così che San Marco con le Chiavi della città, consegnategli dal sindaco, si fa custode di quello spirito comune che ancora crede nel valore delle radici e dell’arte. (Chiara PIRRO)