Da “Bella bionda” a “Bella ciao” il passo è breve

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Riassunto della puntata precedente. Il 15 ottobre del 2018 il siculo cantante ma con tonalità partenopee, Daniele De Martino (senza la Bella Roberta), si è esibito nella nostra villa comunale, e ci accorgemmo che era nata una stella. E non tutti lo sapevamo!! I bambini lo sapevano, i ragazzi lo sapevano, quelli più grandi lo sapevano, ma non lo sapevamo noi adulti: quelli che sono rimasti a Nino d’Angelo & friends.

Vedendo la villa stracolma in quel modo, cercai di fare un  parallelismo tra la canzone “Bella bionda” e “Pensieri e parole” di Mogol-Battisti. L’impresa fu ardua! Dopo aver notato che il modo “lamentoso” nel cantare dei cantanti neo melodici napoletani è uguale a quello dei muezzin, gli “annunciatori” arabi che dai minareti richiamano a raccolta i fedeli; ricordai che a Napoli c’è il quartiere Medina.

Nome senza dubbio di origine araba: non è che il tutto partì proprio da questa zona di Napoli, quel modo di cantare, tipo: “Agge scigliut a teeeeeee…” E infine diedi la “colpa” dei nostri gusti musicali al nostro cervello: è lui che ci dice se è più bella “Bella bionda” oppure “Pensieri e a parole”. Fine della puntata precedente.

Quest’anno è ancora più ardua: trovare attinenze, anche tematiche, tra “Bella bionda” e “Bella ciao”. La canzone del De Martino inizia con un tentativo di un ragazzo di portare una ragazza, penso al bar, dove lui  offrirà qualcosa da bere a lei. E quando si beve… ci siamo capiti: la realtà viene distorta e gli occhi non vedono quello che credono di vedere(!?) e anche il brutto diventa bello. Non è sempre così, ma quasi.

 Dopo la bevuta che evidentemente c’è stata, lui porterà lei (ubriaca?), dove sorge il sole, volando con le ali del cuore, e toccheranno le stelle. Insomma, i gradi alcolici stanno facendo effetto. Però, non sappiamo come è andata finire: se qualcosa di concreto c’è stato o meno tra il proponente e la concupita. Poco importa: l’importante è l’intenzione amorosa!!

Invece, “Bella ciao” è un canto conosciuto come una canzone dei partigiani, è stata scritta da un anonimo: né partigiano e né militare (iniziamo bene…) La struttura del testo è ripresa dal brano “Fior di tomba”, mentre musicalmente deriva da un canto infantile dell’Italia del Nord. Quindi, niente a che vedere con le guerre e le rappresaglie…

Anche nel testo di “Bella ciao” c’è qualcuno che vuole portare un’altra persona chissà dove: “Oh partigiano portami via…”, sicuramente non in discoteca ma da un’altra parte, dove si sta meglio. Poi c’è una strofa nel testo che fa ben capire che ci si trova nel bel mezzo di una guerra.

Ora, se il partigiano porta via una ragazza da una zona pericolosa, non è più o meno la stessa situazione di quando un ragazzo vuole portare a bere una ragazza e “trasferirla” in una zona assolutamente piacevole?? (discoteca, bar, spiaggia, pineta, boschetto…)

 Entrambe le canzoni sono degli inni di evasione: o dalla guerra o imbarcarsi in una situazione… alcolica. “Inebriarsi” d’amore in zone dove  si combatte, è senza dubbio un qualcosa di rischioso, e  si può morire; allo stesso modo si può rischiare la vita in “zone notturne” descritte sopra. In tutte e due le canzoni non sappiamo che fine fanno le due ragazze: quella di De Martino “se sta cu jiss p semp”, e nemmeno la ragazza del partigiano se muore.

Il bello nel comporre canzoni sta proprio in questo: lasciare tanti punti interrogativi, poi ognuno li risolve come vuole. Alla prossima puntata!! Quando De Martino ritornerà con la Bella Roberta e chissà se non ci saranno altri punti di contatto tra le opere del siculo cantante e altri classici della canzone italiana.

Intanto, per preparaci al meglio, la solita raccomandazione: la soundtrack dei cantanti che non può mancare in nessuna casa da Napoli in giù:  Patrizio, Nino D’Angelo, Carmelo Zappulla, Tony Brina, Gigi D’Alessio, Nello Amato, Tony Capone, Salvatore Avallone, Nino D’Auria, Gino Da Vinci, Nico Desideri, Gigione, Giacomo Lauro, Gianni Mariani, Salvatore Meola, Raffaello, Mimmo Rocco, Enzo Ruffino, Vito Sirio, Lino Tozzi, Mauro Nardi, Tony Miranda, Gianni Maragliano, Enzo Gambardella, Pino Giordano, Nando Mariano, Pino Moccia, Alberto Sally e tanti altri che ci sono e quelli che verranno…

Mario Ciro Ciavarella Aurelio