Un film, una storia: “Nodo alla gola”

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Nel 1995 il regista danese Lars von Triers lanciò una “sfida”: girare film solo con la cinepresa a mano!! senza effetti speciali, senza musiche, né scenografie, ma solo attori davanti ad una cinepresa. La corrente cinematografica prese il nome di “Dogma”.  E i film che vennero girati con queste caratteristiche furono appena 35 in 10 anni. Un patto poco condiviso dal resto dei cineasti di tutto il mondo.

Impresa ardua girare dei film senza dei “contorni” che il danese forse voleva togliere per sempre. Ma era soprattutto una provocazione, e magari quei film dovevano essere presentati in platea anche senza montaggio! Con un unico piano sequenza, come si dice in questi casi. Film girati come dire: buona la prima! Eppure tanti anni fa ci fu un altro regista che, sembra per scommessa, girò un film con un solo piano sequenza, senza montare il girato. 

Si tratta di “Nodo alla gola” (1948) di Alfred Hitchcock. Girare un film in queste condizioni è come vedere sempre lo stesso panorama: un’unica scenografia e alcuni attori che entrano ed escono in scena, o se vogliamo una piece teatrale dove lo schermo è un ipotetico palcoscenico. Dove l’attenzione del pubblico deve essere catturata solo dai dialoghi, non essendoci scene girate in posti diversi. Quindi la difficoltà sta proprio nel tenere alta l’attenzione del pubblico mentre gli attori parlano, e basta!

In questo film si parla di un omicidio (non si vede nemmeno quello), che è stato commesso prima che il film iniziasse, si vedono in scena i due colpevoli che cercano in tutti i modi di sbarazzarsi del corpo che è stato nascosto in un baule sempre in bella vista.

Un amico dei due omicidi, dopo che la festa è finita (i due assassini avevano preparato un ricevimento), ritorna in quella casa con un pretesto, per capire che fine avesse fatto il ragazzo assente (e assassinato) alla festa. La straordinarietà del film consiste proprio nel fatto che il regista non fa abbassare l’attenzione dello spettatore, nonostante la sequenza sia sempre quella! Anche se, vedendo bene il film, ci sono due stacchi: le dissolvenze sono state fatte sulle spalle degli attori, per poi riprendere il girato sempre dalle spalle di quegli stessi attori.

Ma di questo espediente Hitchcock è talmente bravo che nessuno ci fa caso: la trama è scritta benissimo e le due dissolvenze “invisibili” non danno fastidio. “L’unico piano sequenza” è una tecnica cinematografica che difficilmente riusciamo a vedere in molti film, anche perché gli attori non possono sbagliare!! se sbagliassero dopo diciamo un’ora di recitato, bisognerebbe rifare tutto da zero!! 

In questa tecnica non c’è nemmeno la soggettività: i personaggi non vedono quello che vedono gli spettatori, ma questi vedono anche quello che i personaggi non vedono. Mi spiego: i personaggi di questa storia non sanno che oltre a vedere quello che vedono loro, c’è tanto altro da vedere!!  

Il discorso è diverso nel film “Arca russa” (2002) di Aleksandr Sokurov, dove il protagonista del film… non si vede! ma sentiamo la sua voce. Però lo spettatore vede attraverso i suoi occhi (in soggettiva) tutto quello che il protagonista del film vede! In questo film non c’è solo un singolo ambiente come in “Nodo alla gola”, ma il protagonista se ne va in giro addirittura per tutto il Palazzo d’inverno di San Pietroburgo, e mentre lui parla e cammina, incontra qualcosa come 850 comparse!!

Il piano sequenza di “Nodo alla gola” é ineguagliabile: è riuscito a farsi seguire da milioni di spettatori senza che se ne accorgessero che stessero assistendo ad una tragedia… teatrale.

Mario Ciro CIAVARELLA AURELIO