Parco del Gargano, c’è l’ok da Roma per la terna del Direttore

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Dopo Capodanno il ministro Costa sceglierà tra Gaudiano, Villani e Strizzi

di Francesco Trotta

Terna approvata e direttore nuovo per il 2020. Buone nuove sotto l’albero di Natale per il Parco Nazionale del Gargano: da Roma è arrivato l’ok del Ministero dell’Ambiente per la terna dei direttori, viatico e preludio alla nomina del direttore effettivo. Dopo il via al mandato del presidente (il professor universitario Pasquale Pazienza) del 7 agosto 2019, è l’unico tassello che ancora manca per colmare tutte le figure apicali dell’ente. Le ultime novità da via Sant’Antonio Abate a Monte Sant’Angelo schiudono così nuovi scenari per l’immediato futuro dell’area protetta.

Il deliberato del consiglio direttivo contenente la terna dei nomi -inviato a Roma nel luglio scorso- ha finalmente concluso la fase di valutazione ministeriale per ciò che concerne l’iter. Da via Cristoforo Colombo, nella capitale, hanno sciolto ogni riserva. In pista ci sono: Lorenzo Gaudiano, Maria Villani e Carmela Strizzi. Uscirà da questi tre nominativi quello del prossimo direttore dell’organismo, che da anni va avanti coi facenti funzione (attualmente è in carica la Strizzi, da più di 4 anni). Il compito della scelta spetta al ministro dell’Ambiente, il grillino Sergio Costa, il quale si pronuncerà subito dopo le festività natalizie e di fine anno.

L’ok alla terna da parte del Ministero è stato accolto con sentimenti contrapposti dai componenti dell’organismo direttivo: grande sollievo per Michele Merla, Michele Sementino, Claudio Costanzucci, Pasquale Coccia e Luigi Di Fiore (quelli che l’hanno votata in sostanza) e disappunto per il trio Marco Lion, Massimo Monteleone e Francesco Riga (contrari). “Neutrale” il presidente Pazienza, non fosse altro perché quando è arrivato (il 7 agosto) la terna era stata già individuata da poco meno di un mese dal direttivo presieduto dal vicepresidente Claudio Costanzucci. Lion, Riga e Monteleone, tutti di nomina ministeriale, già all’indomani della seduta di 5 mesi fa, avevano invocato l’annullamento della delibera. Istanza, a quanto pare, non accolta da Roma. L’attesa, durata da luglio a dicembre, oggi è quindi terminata: per la ufficializzazione della nomina è solo questione di poche settimane (festività natalizie incluse).

Una nomina tanto attesa quanto fondamentale per l’ente. Al Parco serve “come il pane” una figura in grado di rilanciare l’efficienza della gestione di un’area protetta fortemente antropizzata (si estende per 120mila ettari – a macchia di leopardo – abbraccia 18 Comuni e conta 200mila abitanti), al quale ancora manca – nonostante siano trascorsi 24 anni dalla sua istituzione (5 giugno 1995) – il piano del Parco e quello socio economico. “Un Parco senza un piano, è semplicemente un territorio” per dirla con qualcuno. Non solo. L’ente Parco sta attraversando un particolare e difficile “momento storico” a causa di un coagulo di problematiche di varia natura –dall’esplosione del fenomeno dei danni da fauna selvatica alla spinosa questione di Lago Salso, dalle rimostranze di allevatori allo stremo alle aspettative degli agricoltori in crisi – di rara intensità. Un quadro che oggettivamente rende il compito, già di per sé gravoso, del presidente di turno (in questo caso il professor Pazienza), ancora più arduo. Si comprende bene il perché sia fondamentale per il Parco nazionale del Gargano la scelta di un direttore di comprovata competenza. Il ministro Costa ne è consapevole.

Intanto per venerdì 27 dicembre, ore 11, è in programma la seduta del consiglio direttivo (comunicazioni del presidente, approvazione verbale seduta precedente e approvazione variazioni al bilancio di esercizio 2019).