Via Francigena e Parco dei dinosauri, Alessio Villani chiede chiarezza

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Sulla Via Francigena l’ex assessore denuncia «una serie di irregolarità e principalmente il mancato coinvolgimento del consiglio comunale da parte del sindaco Michele Merla»

Tra Alessio Villani e Michele Merla è ormai guerra senza quartiere. E senza esclusione di colpi. Dopo le dimissioni al vetriolo dalla carica di assessore e la permanenza forzata («per correttezza») nella maggioranza, Villani durante l’ultimo Consiglio Comunale – seguito da Grazia Mossuto con il gruppo “Moderati per San Marco” – è passato nei banchi dell’opposizione. Stando così le cose, con la vecchia alleanza finita in archivio da tempo, l’ex titolare all’Urbanistica, «dal momento che la mia opinione valeva meno di zero», è andato giù duro. E lo ha fatto con una dattiloscritta di tre pagine indirizzata al presidente del consiglio comunale, inoltrata all’attenzione del segretario generale di Palazzo Badiale e in più letta durante i lavori del massimo consesso cittadino.

Pomo della discordia, questa volta, “una serie di irregolarità e principalmente il mancato coinvolgimento del consiglio comunale da parte del sindaco Michele Merla, rappresentante il popolo di San Marco”, scrive Villani in relazione alla predisposizione del progetto definitivo riguardante la sistemazione del tratto della Via Francigena.

La questione, su cui Villani, a suo dire, aveva chiesto chiarimenti (sia verbalmente che in maniera formale) quando già rivestiva la carica di assessore, prende le mosse da una interrogazione simile datata 22/02/2018 presentata dall’avv. Pasquale Spagnoli (dimessosi dalla carica di consigliere comunale lo scorso ottobre per motivi professionali e surrogato da Antonella Villani) nella quale il capogruppo di “San Marco nel cuore” evidenziava una serie di anomalie emerse poi nei comunicati stampa pubblicati anche su queste pagine: «il Sindaco Merla ha delegato la gara per la segnaletica del percorso della Via Francigena, anch’esso fatto decidere a soggetti che con San Marco non hanno niente a che vedere e che, infatti, hanno escluso il centro abitato del nostro comune da tale percorso».

Irregolare, per Villani, l’associazione dei comuni, con San Giovanni Rotondo comune capofila, perché «i singoli comuni – spiega nella missiva – avrebbero dovuto indicare il comune capofila e stabilire e decidere le norme convenzionali, ovvero la convenzione da allegarsi. Il sindaco di San Marco in Lamis, operante in tale senso, ha di fatto sottratto a questo consiglio comunale la competenza esclusiva e il potere spettante quale organo di indirizzo e controllo (maggiormente) politico-amministrativo. Ma non basta, in una sorta di delirio di onnipotenza e di impunibilità, ha escluso finanche la giunta e la tecnostruttura comunale a lui sottoposta. Infatti non esistono atti di competenza dei suddetti organi in tale materia».

E ancora, dopo aver evidenziato un presunto conflitto d’interessi di alcune figure istituzionali coinvolte nella realizzazione del piano, l’ex assessore continua l’affondo: «Il progetto esecutivo dell’intervento ricadente nel territorio del comune di San Marco in Lamis doveva essere approvato e autorizzato, con propria determina, dal Responsabile del settore OO.PP e URB del nostro comune. Nulla di tutto ciò il sindaco Merla ha ritenuto di dover porre in essere come suo dovere e suo obbligo». Come si ricorderà, il progetto (del valore di 240 mila euro) circa i “lavori di sistemazione, eventuale ripristino del manto stradale, delimitazione e sistemazione del percorso per renderlo riconoscibile e messa in sicurezza dell’intero tracciato” della Via Francigena è stato affidato e messo in cantiere da una cooperativa di San Giovanni Rotondo.

A tal proposito Villani chiede: «come e da chi è stato individuato il presunto tracciato sui nostri territori; dove si trova e come è possibile effettuare delle verifiche o prendere atto dei lavori effettuati, se effettuati, di questo tracciato; dove è possibile rintracciare il piano particellare relativo a questo fantomatico tracciato e intervento al fine di capire quanto è stato interessato il demanio pubblico, di competenza del consiglio comunale, e quanto è stato interessata la proprietà privata al fine di tutelare i cittadini eventuali proprietari».

Una vicenda che Villani vuole chiarire in consiglio comunale ed eventualmente con l’istituzione di una commissione speciale d’inchiesta «che accerti tutto quanto denunciato al fine di tranquillizzare l’opinione pubblica».

Chiarezza e trasparenza che l’ex assessore pretende anche sul Parco dei Dinosauri «in virtù dell’impegno preso pubblicamente dal primo cittadino». Anche su questo l’opposizione aveva interrogato più volte Merla, senza però ricevere risposta, «eppure – scriveva l’Udc -, il Comune di San Marco in Lamis è direttamente interessato in quanto parte dei proventi di questa struttura (nessuno ci sa dire quanto) dovrebbero entrate nelle casse del Comune (o no?)». Al momento l’unica replica arrivata è il muro di silenzio innalzato dalle istituzioni. Un muro di gomma che Alessio Villani vuole abbattere a tutti i costi.