L’arch. Mastromauro (Italia in comune) a Merla: «Primo scivolone. Sindaco già in campagna elettorale»

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Su Facebook la replica dell’arch. Andrea Mastromauro al sindaco Michele Merla circa la questione del mercato settimanale: «Area delle Schiavonesche indispensabile per ottenere un’area di asservimento e di servizi per i cittadini»

«Spiego meglio quello che abbiamo sostenuto sulla questione mercato! Dico abbiamo, non perché plurale maiestatis, ma perché sarà un punto cardine del programma di “Italia in comune” alle prossime amministrative.

Dunque, riteniamo l’area delle Schiavonesche indispensabile per ottenere un’area di asservimento e di servizi per i cittadini Sammarchesi.

Pensiamo di utilizzarla come: Area mercatale e fieristica, ampliamento del cimitero, strutture di servizio per i cittadini e insediamento di costruzioni unifamiliari e/o villette.

Varieremo il PUG per prevedere la pianificazione particolareggiata. Venderemo quello che è possibile vendere tra, macello, pretura, ex scuola S. Domenico Savio, palestra e campo dello starale, ecc. Finanzieremo, con i proventi dalla vendita degli immobili, la realizzazione delle infrastrutture per la pianificazione dell’area. Questo è quello che faremo e vediamo come è possibile realizzarlo, nonostante i chiarimenti del nostro rispettabile Sindaco!

Mi sembra ieri, quando dopo poche settimane dall’insediamento della sua amministrazione ci ha convocati al comune, me ed il mio team di lavoro, per l’illustrazione di alcune nostre idee, circa la soluzione dei due grossi problemi (mercato e loculi) indicati gravosi e impellenti, proprio nel suo programma elettorale presentato ai Sammarchesi.

Ma, lo ricordo bene quel giorno, ha delegato ad alcuni, tra assessori e consiglieri comunali freschi di nomina, possono testimoniare, la rappresentanza e il presidio all’osservazione e all’ascolto, di quanto si soleva illustrare.

Forse perché in parte già conosceva la nostra idea, forse perché la riteneva lontana dai suoi pensieri. Di fatto ha sminuito minimizzando, e ci ha palesemente assecondati alla mercé dei suoi collaboratori. Alla luce di quello che è successo poi, cioè niente, né di quanto avevamo suggerito, né di altro. E a tal proposito che ho inveito contro la mancanza di programmazione della sua amministrazione. Suscitando l’intervento, di sua sindacabilità, su Sanmarcoinlamis.eu per fare, come sostiene, i chiarimenti del caso.

Con tutto il rispetto per la carica che ricopre, ma, a mio modo di vedere, le sue stigmatizzazioni hanno offuscato ulteriormente il pensiero dei cittadini. Perché?

È presto detto:

1- che l’invaso delle Schiavonesche si colloca a ridosso di un bacino d’impluvio è cosa nota, ma la localizzazione e l’area degli interventi sono posti (come si dice) fuori flusso; in forma più estesa ma è la identica condizione in cui si trova tutta la piana della città di S. Marco in Lamis, considerando bacino d’impluvio tutta la conca che la contiene;

2- è probabile che non conosca il sito, cosa grave, quindi parlerebbe senza cognizione di causa, improvvisando sull’argomento;

3- può darsi che conosca il sito invece, ma sarebbe cosa ancora più grave, dovrebbe sapere allora, che l’area è provvista di un canale scolmatore che attraversa il sottopiano del cimitero per ricongiungersi, a valle, al canalone della città in prossimità di via della repubblica, mentre a monte è provvista di un bacino di raccoglimento delle acque di superficie che funge da collettore, insieme ad una canaletta salva flusso, posti proprio alle spalle del cimitero, rispettivamente, nella parte nord-ovest del perimetro murario, e lungo la parete per tutto il tratto. Questi interventi preservando l’intero vallone delle Schiavonesche, sono stati realizzati per evitare possibili allagamenti.

Come, d’altronde, è stato fatto per l’urbana città, con la costruzione del canalone interrato, successivamente alla fatidica alluvione.

Ma quando parla di rischio idrogeologico dell’area, le sfugge il manifesto!

Cioè, il vero ostacolo, ad un potenziale deflusso copioso delle acque, è rappresentato proprio dal fronte in prospetto della murata est del perimetro cimiteriale, flusso che si contrapporrebbe, se saltassero le funzioni del canale e del cutino, rispetto al muro, come il fronte di una diga!

Da qui, a salvaguardia, le opere realizzate per il caso di specie.

4- c’era anche lei Sindaco, o cominciava a interessarsi di politica quando, l’amministrazione Galante, con il grande Architetto Fatigato, disponendo la redazione del PRG, propose lo sviluppo di S. Marco in Lamis proprio nella contrada delle Schiavonesche, proprio perché riscontrava nel sito una orografia del terreno ed una esposizione, che ben si prestavano all’insediamento persino di dimore per l’abitazione;

5- si potrebbe eccepire che, la superficie d’intervento, sia dell’estensione cimiteriale, sia dell’area mercatale, fieristica, giostraia o lunaparkaia nonché draivinica, che, degli altri interventi innanzi precisati, accogliendo le acque di superficie non le drenerebbe a sufficienza nel terreno, causa la sua consistenza!!

E ciò risulterebbe vero se non si realizzasse una pavimentazione drenante, asfalti idroassorbenti, sull’intera superficie di piano, oltre alla piantumazione di centinaia di alberi, di salici ed eucalipti negli spazi verdi, perché tra i più idro assorbenti.

Pertanto, Sindaco, ritengo che il suo sia stato un vero e proprio intervento di apertura della campagna elettorale. A parere del gruppo di Italia in comune, ha imboccato il primo scivolone.

Non so quante frecce ha ancora nella faretra da scoccare, ma l’impressione non è solo quella che siano poche, ma soprattutto, con il dovuto rispetto, che siano, come questa, stantie di acidità».