L’ultimo lavoro di Salvatore Adamo con brano di Sergio D’Amaro, la recensione di Luigi Ciavarella | VIDEO

Uscito nel novembre scorso, l’ultimo lavoro del cantautore italo-belga Salvatore Adamo (nella foto-copertina), dal titolo “Des nèfles et des grosseilles…” si presenta con una veste insolita accogliendo ben 25 canzoni stipate in un doppio cd (con un booklet di 36 pagine allegato) o quattro vinili e, caso interessante, anche in versione maxi single includendo il brano “Ma belle jeunesse”, frutto di una collaborazione avvenuta tra il cantautore e Sergio D’Amaro, noto scrittore, poeta e saggista garganico residente a San Marco in Lamis. Una sorprendente, e per certi versi clamorosa novità che ha destato più di una curiosità negli ambienti musicali e letterari del paese.

In seguito a ciò “gli ho mandato mie cose – prosegue Sergio -, tra cui il fortunato ”Il ponte di Heidelberg” (gratificato da premi) e ”Beatles” in cui c’era quel testo, ”Vattene, giovinezza”, (sotto allegato) di cui s’è innamorato rielaborandolo a modo suo”. In questo modo “Vattene, giovinezza” modificata diventa “Ma belle Jeunesse” a cui Adamo gli riserva un riguardo particolare poiché non solo viene posta in cima alla tracklist ma, fatto rilevante, viene approntata persino una edizione speciale su vinile maxi single, un supporto in genere rivolto ai collezionisti.

Una bella soddisfazione per Sergio D’Amaro e per quelli come noi che inseguono le canzoni di Adamo sin dagli albori della sua carriera cantautorale iniziata nel 1963 in Belgio, dove emigrò con la famiglia dalla Sicilia, con il singolo “Tombe la neige” (Cade la neve) gratificato da un successo inaspettato che lo spronò a continuare su quella strada.

Il seguito è noto a tutti: dopo quella canzone arrivarono “Vous permettez monsieur? e una carriera folgorante ricca di successi mondiali, con oltre cento milioni di dischi venduti e primati da capogiro fino a quando, due anni fa, all’età di 80 anni, a causa di un problema alla voce fu costretto a interrompere i suoi spettacoli. A ciò si aggiunsero problemi cardio vascolari che per fortuna superò grazie alla su tempra, sino a quando, ritrovata una nuova inaspettata energia, scrive e pubblica l’album “Des nèfles et des grosseilles…” (“Di nespole e di ribes…”), uscito nel novembre scorso in tre edizioni: francese, tedesco e castellano.

Si tratta di una opera che sin dal titolo manifesta, sottoforma di metafora, lo spirito nostalgico del tempo che passa attraverso un mix di pop elegante, arrangiamenti raffinati e uno stile inconfondibile, il tutto avvolto in una atmosfera che rievoca il passato: l’infanzia in terra siciliana (da cui il titolo dell’album), la memoria ritrovata, la malinconia che segue il trascorrere del tempo e la profonda nostalgia delle cose perdute che sono tutti segni che troviamo in questi due ridondanti Compact Disc, che Salvatore Adamo ha voluto regalarci dopo il miracoloso ritorno alla vita (“Finché c’è voce ne approfitto”, scrisse con ironia) con una voce ritrovata che presto la si potrà di nuovo riascoltare in concerto nei tanti palcoscenici a lui familiari come per esempio il teatro dell’Olympia di Parigi, tempio massimo della musica francese, dove il grande cantautore italo-belga approderà il 22 prossimo.

Sono canzoni che si gustano lentamente, che si rivelano a poco a poco, che si insinuano sottopelle, con quella sottile tristezza armonica che molti hanno cercato di imitare senza mai riuscire davvero a coglierne l’essenza. Una poetica sonora senza tempo, un puro distillato di parole e note capace di scaldare il cuore di chi ascolta. Al lavoro hanno collaborato anche Axelle Red, nota cantante belga, che duetta con il cantautore nel brano “Entre toi et moi” e sua figlia Lily Adamo (“Aimer comme un respire”).

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