La specie imprevista n. 512: Era la stampa, bellezza! La stampa!

I capannelli che si formavano sui viali vicino ad una panchina erano un classico. In mezzo si scorgeva un giornale aperto, un quotidiano tenuto da due mani, e intorno un gruppetto di persone che miravano al centro. C’era un silenzio che non vedeva l’ora di essere rotto! Poi finalmente una voce si levava, per dire la propria sulla notizia che tutti stavano leggendo.

Parliamo di alcuni decenni fa, quando uno!! comprava il giornale, e tanti intorno a leggerlo!! Scena da quadretto famigliare di quando, soprattutto con i giornali sportivi, si discuteva e si veniva informati, non in diretta, ma almeno un giorno dopo.

L’accavallarsi di notizie si è avuto subito dopo l’11 Settembre 2001, appena dopo che quattro aerei pilotati da terroristi si abbatterono sull’America. Da quel giorno vennero inventati i “sottopancia”, che strisciavano su tutti i telegiornali del Mondo, per tenerci aggiornati su quello che accadeva in diretta sul nostro pianeta. Quelle “strisce informative” ci aggiornavano soprattutto sul numero delle vittime che venivano estratte da sotto le macerie delle Torri Gemelle.

E successivamente questo nuovo modo di tenerci informati venne adottato in tutte le occasioni, e così si continua a fare. Qualche anno dopo, l’informazione iniziò a “correre sul web”, la carta stampata iniziò ad avere i primi problemi per farsi seguire dai lettori. E il problema aumenta man mano che si avanti con gli anni: molti giornali in tutto il Mondo non stampano più, ma si seguono solo tramite internet. 

La notizia è di oggi: il settimanale “l’Espresso” ha ridotto del 30% lo stipendio ai giornalisti e il sito verrà tolto da internet. Una notizia catastrofica che non promette nulla di buono sul futuro dell’editoria. Purtroppo si doveva arrivare fino a questo punto.

I primi segnali negativi in tal senso sono arrivati pochi anni fa, quando alcuni quotidiani via internet, hanno iniziato ad oscurare delle notizie, a meno che, non ci si fosse abbonati. Iniziativa editoriale che sta coinvolgendo tutti i quotidiani: non tutte le notizie sono leggibili gratuitamente, e tra non molti anni tutta l’informazione sarà “criptata”. Sperando che ci siano in giro ancora alcuni quotidiani stampati su carta.

Stiamo vivendo un tempo un po’ “traballante” sul piano informativo: siamo bombardati da notizie e spesso non riusciamo a capire se quelle notizie siano vere o false. La colpa è proprio del web dove, a volte, circolano notizie assurde, che invece sono vere; e notizie “normali”, che a volte sono false.

Quando una volta si diceva: “L’ha detto il Telegiornale!!”, significava che quel fatto era realmente accaduto. Adesso diciamo: “L’ho letto su internet!!”, e significa che quella notizia bisogna verificarla al Telegiornale!! E poi, tutti possiamo scrivere su internet, abbiamo la possibilità di dire la nostra e spesso di diffondere notizie verosimili: ora la stampa siamo noi!!

Siamo noi che ci facciamo promotori di indagini demoscopiche e che vogliamo convincere gli altri, che quel partito, anche se non riesce a raccogliere 50 persone alla propria Festa Nazionale, è comunque il miglior partito politico in circolazione(!?)

La stampa siamo noi, quando scattiamo una foto e ci mettiamo la didascalia che più ci aggrada, sapendo che quella foto la si può interpretare in tanti modi. La stampa siamo noi, quando non gradiamo alcuni commenti ai nostri post, decidendo che solo i pareri positivi debbano essere pubblicati sul nostro profilo facebook.

La stampa siamo noi, quando commentiamo che quella notizia è stata divulgata in modo errato, e quindi sarebbe da togliere da quel sito di informazione. La bellezza della stampa non c’è più: e forse era meglio quando il Mondo ci veniva raccontato solo da alcuni, sempre dopo che i direttori, i vicedirettori, i capiredattori, di un giornale avevano verificato.

Tra pochi anni la stampa non ci sarà più, ma ognuno di noi avrà una sua redazione giornalistica personale, da dove invierà gli aggiornamenti sulla confusione del nostro pianeta. Su internet tutti abbiamo la possibilità di scrivere (ma anche quella di tacere…)

Soundtrack: “Il Telegiornale” – Antonello Venditti

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Mario Ciro CIAVARELLA AURELIO